CANADA 2006
di FlaviaCon soli quattro anni di ritardo relaziono sul mio viaggio in Canada…
Erano 15 anni che mancavo di visitare i miei parenti emigrati, gli ultimi nel 1961. Poiché era il terzo viaggio, presi la decisione di fare un pezzetto per conto mio in Quebec, che non avevo ancora visto. Lì sono stata ospite a Montreal della carissima Odile, di Servas, per cinque giorni, nella sua bellissima casa a schiera più o meno degli anni tra i ’20 e i ’40, molto comoda per i mezzi pubblici.
Così ho conosciuto il suo gattino grigio perla, che allora aveva pochi mesi e che ora è un gattone di nome Nanuk, con una compagna che non ho conosciuto, chiamata Piccolina. Montreal è una città in cui vivrei volentieri qualche anno, se potessi. Si parla un francese forbito e proprio canadese, il che mi ha permesso di aggiungere nuovi vocaboli al mio francese parigino: per esempio il “dépanneur” (colui che ti toglie dai guai, letteralmente), che invece è un negozio dove trovi un po’ di tutto per sopravvivere tipo razioni kappa (biscottini, cocacola, carta igienica, e simili).
Sono stata ospite anche di un altro Servas, un medico pediatra in pensione con uno chalet fantastico in riva al San Lorenzo, vicino a La Pocatière, dal nome singolare ma conosciuta per l’industria Bombardier, che costruisce grandi convogli, aerei, metro ecc. (all’epoca aveva vinto l’appalto per la metro di Bari, nientepopodimeno). Da lì sono partita per osservare le balene, esperienza fantastica, che ho poi voluto ripetere a Vancouver, con le orche però.
Ancora alcuni giorni a Quebec, dove però i Servas non hanno potuto ospitarmi, poi sono volata a Vancouver per la full immersion coi parenti, e poi ancora sulle Montagne Rocciose da altri parenti. Quest’anno Vancouver ospiterà le Olimpiadi invernali, giravano già i gadget all’epoca del mio viaggio. Purtroppo non ci tornerò, ma forse non andrò più da quelle parti: nel frattempo due zii visitati sono passati a miglior vita (quindi sono stata contenta di averli visti), c’è ancora una sorella di mia madre, che sento telefonicamente, cugini di vari gradi ed età, in tutto un 250 parenti, la maggior parte acquisiti. Ogni due o tre anni fanno una riunione collettiva in un week end in cui arrivano da svariate parti del Canada e anche degli Usa.
Ho speso molto per i mezzi di trasporto, per il resto dormire, mangiare e shopping hanno costi inferiori all’Italia, grazie al cambio favorevole dell’euro.
Per chi volesse visitare il Canada, consiglio vivamente di non perdere l’incontro con le balene, ne vale la pena, è una cosa indimenticabile.
