FLORIDA 7 dicembre 2011 – 4 marzo 2012
di Chiara CalabròDopo una prima esperienza da sola sette anni fa per un mese in Sud Africa, ho imparato ad organizzare i miei viaggi ogni inverno in un nuovo Paese in zone meno fredde del mio. Parto da sola dall’Italia ma, dopo aver contattato alcuni soci Servas. so che quando arrivo qualcuno mi aspetta e mi farà “entrare” nel vero senso della parola nel proprio Paese.
Questa volta il mio biglietto per la Florida prevedeva tre mesi di permanenza. Ho affittato già dall’Italia un appartamento per due mesi a Pompano Beach, dove vivono molti soci nel raggio di 20 chilometri. La socia che ho frequentato di più è Kay, che ha risposto alla mia mail dall’Italia dopo poche ore e che già il primo giorno mi ha contattata per invitarmi ad una festa natalizia con le sue amiche, quasi tutte divorziate come lei e con i figli lontani. Si è anche offerta d’accompagnarmi in auto a ritirare la mia noleggiata, in modo che non mi perdessi la prima volta in quelle strade a otto corsie con le uscite a destra e a sinistra.
Nicole e Frank, una coppia birazziale alla seconda o forse terza esperienza matrimoniale, sono venuti a trovarmi e mi hanno invitata a trascorrere il giorno di Natale con le loro famiglie allargate ed altri amici. Eravamo una quarantina di diverso colore, religione, età, lingua, ma ci sentivamo insieme: abbiamo unito le nostre voci nei canti, ognuno di noi ha dato un piccolo dono significativo per la bimba di una mamma in attesa, abbiamo condiviso i nostri cibi ( io naturalmente ho portato lasagne e panettone). Ĕ stato il Natale più Servas che io abbia mai vissuto!
In gennaio ho chiesto ospitalità ad una coppia a Titusville vicino al Kennedy Space Center; Susan e Haward mi hanno accolta in una bella villa sul canale “intercostale”, mi hanno accompagnata a giocare a golf con loro e poi a vedere le manatees (lamantini o vacche marine) nei canali con vegetazione lussureggiante; a cena la sera sono venuti amici servas di origine italiana, che mi hanno invitata a casa loro a Melbourne, nonostante siano day host nella lista. Catherine e Nelson mi hanno trattenuta per tre giorni tanto piacevolmente e calorosamente che, alla partenza avevo le lacrime agli occhi! Nelson siciliano mi ha raccontato come, con l’aiuto di tutto il suo paese d’origine e di una vecchia foto, sia riuscito a ricostruire la storia e l’albero genealogico della sua famiglia emigrata due, tre generazioni fa. Frequentano l’Italian language club e a sorpresa mi hanno fatto partecipare alle lezioni accanto all’insegnante. La maggior parte degli allievi è di origine italiana, ha parenti qui, parla volentieri e con orgoglio delle proprie origini e dei luoghi conosciuti.
Ho trascorso le ultime quattro settimane a visitare la costa sud occidentale e le isole Kayos al sud, dove ho avuto modo di conoscere ed essere ospitata da altri Servas. Il primo incontro a Fort Mayer è stato con una coppia meravigliosa della mia età, l’unica legata da un solo matrimonio; i coniugi sono impegnati in attività sociali di beneficenza e di sostegno legale a bambini con difficoltà familiari. Le conversazioni con loro sono state interessantissime, mi sentivo piccola con tutto da imparare. Ho trascorso quattro giorni da loro, ma volevano mi fermassi anche di più per compensare la mia delusione per un rifiuto ricevuto all’ultimo momento dopo accordi scritti e a voce con un socio dell’isola di Sanibel. Sono voluta andarci ugualmente, in hotel per due giorni: è l’isola famosa per le sue spiagge ricoperte di conchiglie rare e per l’enorme parco con alligatori e migliaia di uccelli.
A Naples mi è stata offerta una camera con bagno in una bella villa, ma gli hosts non avevano neanche un’ora intera da trascorrere con me e così la prima mattina ho spiegato che un letto non è contatto Servas e sono andata in hotel. Mi hanno detto che sono abituati a ospiti che se ne vanno per conto loro durante tutto il giorno. Non volevo far parte di quella categoria.
Ci sono stati altri piccoli contrattempi, ma di più sono state le porte e le menti veramente aperte che ti scaldano il cuore ed allargano le tue vedute.
A Marathon Key, Betsy e Peter hanno una grande casa che aprono a più ospiti; nei due giorni da loro c’erano quattro parenti e due amici; nessuno era mai solo mentre loro andavano a pescare. La cucina enorme ha due fornelli e tre frigoriferi, la sera la tavolata era grande e piacevole. Mi hanno aiutata molto, quando ho avuto problemi con la carta di credito in un albergo vicino.
La ciliegina sulla torta, a Miami negli ultimi due giorni, è stato il soggiorno da Shawn col figlio Carter di otto anni e il cane vivacissimo. Mi sentivo a casa mia, come fossi con una figlia e un nipotino che non ho mai avuto. Quando la prima sera ho ringraziato Carter per avermi ceduto la sua camera, mi ha risposto che non era stata una sua scelta, ma quando ci siamo salutati all’aeroporto e l’ho invitato a dormire nel mio letto a Belluno, mi ha detto: “Torna ancora quando vuoi nella mia camera” .
Shawn mi ha accompagnata a visitare i punti più interessanti di Miami, è un insieme di tante città con caratteristiche completamente diverse: dai grattacieli attorno al porto si passa a Little Havana, con case di due piani e ristoranti tipici con danze e musiche dove abbiamo pranzato. La sera con l’ex marito (in serena e amichevole compagnia per il bene del figlio) tutti e quattro abbiamo preso l’aperitivo in riva al mare di fronte alla prestigiosa isola privata Fisher Island e poi a cena in un altro locale caratteristico. La domenica sono stata nella chiesa Unitarian Universalist dove ognuno poteva prendere la parola durante la cerimonia e dove alla fine abbiamo pranzato tutti assieme.
Ě stata una vacanza attiva, interessante e varia sia per i paesaggi che per gli incontri. Penso di ritornare un altr’anno.
