Italiano
Amo l’America latina per la sua gente, la lingua e adesso anche per i suoi tentativi più o meno riusciti di autonomizzarsi dalla supremazia e dal dominio nordamericano, economico e politico.
L’impressione che mi ha fatto questo grande Paese, di cui ho visitato la parte settentrionale, è di essere più simile all’Europa e all’Italia rispetto ad altri Paesi sudamericani. Per vari aspetti: per la presenza di discendenti di italiani o spagnoli, per il numero ridotto di comunità indios (presenti ormai quasi esclusivamente nella zona nord orientale di Salta e Jujuy ), per la modernità di alcune città (anzitutto Buenos Aires, un misto di New York e Parigi, ma anche Rosario o Cordoba), per il non rilevante lascito architettonico coloniale (ma Salta ha 3 chiese in stile moresco magnifiche).
Per visitare la parte nord del Paese siamo partite da Buenos Aires, fino a Iguazu con le sue cascate (una delle meraviglie del mondo!), e poi Cordoba, Rosario, Santa Fè, Salta, Jujuy e i dintorni montagnosi. La mia amica si è avventurata nella penisola di Valdez per 4 giorni, ma io, per il costo e soprattutto per la mia antipatia per il freddo, essendo lì inverno, ho preferito aspettarla a Buenos Aires e visitarmi ancora la città. Che è una città cosmopolita e varia, bellissima come poche, piena di grandeur e piena di tutti gli stimoli culturali e sociali immaginabili. Qui abbiamo fatto gli incontri più interessanti con librerie e centri alternativi, università, luoghi di ritrovo, manifestazioni di quartiere e sindacali, associazioni per i diritti umani come le Madres de Plaza de Mayo.
In qualche occasione siamo state ospitate da famiglie Servas e ci siamo trovate benissimo, perché la loro ospitalità è andata molto oltre la normale accoglienza: cioè, per i giorni in cui siamo stati nelle case, abbiamo fatto praticamente vita in comune, mangiando insieme, accompagnate in visite per la città e dintorni con abbondanti spiegazioni, andando insieme ad assistere a qualche spettacolo…
Insomma, un’esperienza che rare volte ho avuto in altre parti del mondo: non è questione solo dello spirito Servas ma della gente argentina Servas. Dato che siamo molto interessate ai problemi sociali e alla vita attuale, abbiamo posto molte domande sulla situazione del momento, dopo il crack argentino e i governi Kirchner. E ne abbiamo ricavato la sensazione che ci sia molto malcontento sociale e anche repressione poliziesca, pur non comparabile agli anni bui delle dittature militari. Non mancava giorno che non ci imbattessimo in manifestazioni sindacali o di quartiere (le organizzazioni di base di quartiere sono particolarmente forti) o in un corte de calle (blocco stradale), e anche questo è stato un aspetto che mi ha permesso di trovare similitudini tra l’Argentina e l’Italia.
Ancora una volta ho constatato la grande diversità di riferimenti ideologici dei soci Servas. La nostra associazione si fonda sulla pace, la nonviolenza, l’accoglienza e la disponibilità verso l’altro. Bene. In Argentina, ma anche in Italia, ho incontrato soci Servas dichiaratamente con ideologia razzista e fascista, pur molto accoglienti e disponibili verso gli ospiti. Ciò mi mette in contraddizione e forse servirebbe dedicarci una nostra discussione, almeno in Italia. Ricordo di averla iniziata a tavola durante una nostra riunione nazionale.
Abbiamo anche discusso della prossima (allora) assemblea internazionale Servas che si sarebbe svolta a Mar de la Plata alcuni giorni dopo della nostra partenza, soprattutto col responsabile giovani Pablo Chufeni, simpatico e attivissimo specialmente per Servas Youth.
In Argentina siamo restate 45 giorni e abbiamo viaggiato di continuo stando a contatto con la gente del luogo e, insomma, ho visto un altro tassello della mia amata America Latina.
hanno contribuito a questa pagina: Anna Cristina Siragusa
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pagina modificata il Wednesday 29 di Settembre, 2010 01:18:22 CEST da Anna Cristina Siragusa.
