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- Alpe Adria 2008 Gorizia
L’edizione 2008 di Alpe Adria, il tradizionale incontro Servas mitteleuropeo tra Italia, Austria, Slovenia, Croazia, Germania ed aperto a tutti gli amici Servas di altri paesi, si è svolto quest’anno a Gorizia nei giorni 19-21 settembre.
Ne è stata curatrice ed organizzatrice Alma Nimis, la carismatica coordinatrice della regione Friuli-Venezia Giulia, che ha con intelligenza e cuore lavorato per il buon esito del meeting.
La scelta di Gorizia come città dell’incontro è stata la scelta migliore per rimarcare l’animo s-confinato di Servas, la sua vocazione a creare ponti, abbattere barriere e muri che dividono ed hanno diviso tragicamente uomini e nazioni.
Gorizia è ed è stata davvero punto d’incontro e scontro tra popoli e culture, città dalle molte anime, divisa tra un passato prevalentemente austro-ungarico ed un presente di lingua e cultura italiana che ha ricucito antiche e dolorose lacerazioni.
La struttura che ha ospitato i partecipanti all’incontro (circa 100 con rappresentanti dell’Austria, Germania, Slovenia, Italia), a Gorizia, è stata il Convitto S. Luigi, dei padri Salesiani che hanno messo a disposizione tutti gli spazi occorrenti a ricevere un così cospicuo numero di persone.
Nella Sala Atrio del Convitto i partecipanti sono stati accolti da una Mostra fotografica di grande impatto emotivo allestita e curata dall’amica Servas di Biella,Maria Grazia Sacchet, costituita da 23 foto esposte su pannelli, sul tema “La donna in Servas” Le belle fotografie, quasi tutte di Bruno Manfredi,hanno proposto immagini di un percorso che ha visto protagoniste in Servas le donne, a cominciare dalla bellissima e rara foto di Esther Harlan, amica di Bob Lutweiler, una quacquera
Americana, gandhiana e pacifista, che, come scrive Bob Lutweiler in “Semi di Servas”, fu la sua ispiratrice per la fondazione del movimento pacifista che doveva diventare Servas , a quelle piu recenti di Pippa in abito da sposa, concesse dalla famiglia di Pippa.

Le due giornate sono state così scandite:
20 Settembre, visita alla stazione già austro-ungarica con la guida di Vito Dalò, local help di Gorizia che ha illustrato a livello storico le vicende di Gorizia, dalla prima guerra mondiale alla seconda,quando il confine con la Yugoslavia tracciato nel 1947 a ridosso della città, si dimostrò subito non una semplice linea di confine tra due Stati ma una “CORTINA DI FERRO”tra due blocchi (sovietico-occidentale). Una targa a terra , nel piazzale della Stazione, di forma circolare e divisa in quattro quadranti con incise le storiche date Italia 1947-2004 e Repubblica Slovenija, 1947- 2004e ai due lati 57|15, scrive sul marmo la storia di Gorizia.
Una lunga passeggiata di circa 5 Km ci ha condotto in Slovenia a Solkan,, sulle rive dell’Isonzo, dove nella trattoria” Osteriya Zogica” sono stati serviti tipici piatti sloveni, in un ambiente di grande ospitalità e cordialità.
La serata si è conclusa all’insegna della Musica del bravissimo duo Alvio ed Elena, di Tele Friuli, giovani musicisti simpatizzanti Servas, che , con un repertorio friulano e folk , hanno letteralmente coinvolto tutti i presenti in balli di gruppo e di virtuosistici valzer e lisci.

21 Settembre. Lucia Pillon, una storica dell’arte, autrice di molti libri sul territorio Goriziano, invitata da Vito Dalò, ha organizzato una visita guidata ai monumenti principali di Gorizia, con particolare riferimento al palazzo Coronin Cronberg con il suo parco all’inglese con varie tipologie di piante, statue ed architetture da giardino, ed al Castello che domina la città, con la sua struttura tipica di mastio con le successive stratificazioni e trasformazioni architettoniche.
Il pomeriggio, per chi è rimasto, è stato dedicato alla visita dei luoghi della grande guerra: il monte San Michele, con le sue trincee, gallerie,camminamenti, fortini, il sacrario di Redipuglia.
Una targa ai piedi del Sacrario di Redipuglia con incise queste parole:”O viventi che uscite/se per voi non duri/ e non cresca la gloria della Patria/ noi saremo morti invano” rimane scolpita nel cuore di chi la legge come un monito e come riflessione sulla barbarie delle guerre e sulla perdita di memoria storica del nostro immemore tempo.

Anna Maria Piervitali

Notizia inserita il: 11-10-08 Creata da: Alma NIMIS [708]


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