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CALENDIDONNA 2009

ORIGINALITÀ DEL PENSIERO FEMMINILE IN TRE FIGURE DEL’900
ETTY HILLESUM, EDITH STEIN, SIMONE WEIL


Lunedì 16 marzo, nella Sala Convegni della Fondazione CRUP di Udine, alla presenza di un folto pubblico, che ha seguito con interesse e intensa partecipazione gli interventi delle relatrici Laura Boella, dell’Università Statale di Milano e Margherita Pieracci Horwell, della University dell’Illinois, si é tenuto l’incontro, organizzato dall’Associazione Culturale C.O.R.E. e dall’Associazione SERVAS: Dalla saggezza la forza. Figure femminili a confronto : Etty Hillesum, Edith Stein e Simone Weil.
Si tratta di tre eccezionali donne ebree, Etty Hillesum (1914-1943), Edith Stein (1891-1942) e Simone Weil ( 1909-1943), le prime due morte ad Auschwitz e la terza morta di consunzione, in un sanatorio inglese, che, se pur annientate fisicamente, sopravvivono con i loro scritti, che sempre più diffusamente sono oggetto di studio e di riflessione.
L’incontro, ideato dalla coordinatrice nazionale di Servas, Nella Ramella, aveva già avuto una sua prima edizione nel novembre del 2007, nel castello di Albiano d’Ivrea (Torino) e aveva messo in luce il coraggio e la generosità di queste tre donne ebree, che, in tempi terribili, non si erano lasciate vincere dall’odio per i loro aguzzini, ma avevano continuato ad interrogarsi, senza tregua, sul problema del male e a formulare delle risposte, che escludevano il ricorso alla vendetta e all’odio, fino a giungere all’affermazione di un pensiero ispirato all’amore per l’altro e alla non violenza.
Temi, questi, in parte ripresi dalle due relatrici, che sono state precedute nei loro interventi dalla presidente dell’Associazione C.O.R.E., che ha illustrato le finalità dell’iniziativa, e dalla moderatrice Maria Pia Tamburlini, che ha colto l’occasione per illustrare le finalità di SERVAS.
Nel corso della esposizione, alle riflessioni delle due relatrici si sono alternate letture di brani tratti dalle opere delle tre pensatrici ed intermezzi musicali .
Laura Boella e Margherita Pieracci, anche se non hanno tralasciato di illustrare le profonde differenze esistenti tra Hillesum, Stein e Weil, perché, pur provenienti tutte e tre da famiglie ebraiche, avevano maturato esperienze spirituali, sociali e culturali estremamente diverse, hanno tuttavia evidenziato gli aspetti comuni presenti nel loro pensiero filosofico .
In primo luogo l’aspetto eminentemente femminile del loro approccio alla vita e all’elaborazione intellettuale: la Boella afferma che, se gli uomini sono tesi fra gli estremi, le donne sono portate a renderli flessibili.
A prima vista Hillesum, Stein e Weil sembrano l’eccezione che conferma la regola, in quanto c’é molto di estremo in queste tre donne, ma ciò appare più un segno dei tempi piuttosto che del loro pensiero. Anzi loro hanno una visione lucida e coerente del secolo in cui vivono e rifiutano senza tentennamenti l’assolutismo dominante, che riconduce a un’ unica categoria e a un solo concetto la realtà così variegata e stratificata. Contro questa tendenza le tre pensatrici cercano, con saggezza tutta femminile, di costruire ponti fra gli estremi e di ridare dignità e visibilità a quelle virtù quotidiane (così le chiama Todorov, contrapponendole alle virtù eroiche maschili), tipicamente femminili, della relazione e della mediazione.
Tutte e tre quindi, secondo le loro modalità, riservano grande attenzione alla relazione, ma é soprattutto la Stein a farne un argomento della sua riflessione, discutendo il concetto di empatia. Per lei la capacità femminile di costruire rapporti sovverte la concezione dominante secondo la quale a un soggetto si contrappone solo un oggetto e nella produzione oggettuale vi é la più completa realizzazione dell’individuo. La Stein (e con lei il pensiero delle donne) ci dice che la realizzazione della persona é anche e soprattutto nelle relazioni che intreccia con altri, riconosciuti nella loro autonomia di soggetti.
Su queste considerazioni di grande attualità si é chiuso l’incontro che lascia ampio spazio ad una riflessione personale, valida per uomini e donne, perché offre ad entrambi strumenti di una maggiore comprensione delle differenze.
L’incontro è stato inserito nella Manifestazione Calendidonna 2009, alla sua sesta edizione, ideato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Udine, festival di livello internazionale, che si propone di divulgare la cultura, i saperi, le esperienze e i progetti delle donne.

Rosanna Boratto

Notizia inserita il: 09-04-09 Creata da: Lavinia COZZI [3391]


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