Ci sono nomi che a pensarli, la mente ne evoca subito un altro creando una coppia indiscindibile, così se diciamo Venezia pensiamo alla gondola,Parigi,alla torre Eiffel, Amsterdam alla Sirenetta, New York alla Statua della Libertà, Cairo,alle Piramidi, Canada, alle Giubbe rosse.
Ma se diciamo Piazza Armerina quale nome Vi suggerisce la vostra mente o Voi che leggete queste righe? Tu di Trieste e Tu di Torino, di Roma o di Bari, ne hai sentito parlare, l’hai visitata? No! Eppure si tratta della capitale mondiale del mosaico. L’occhio che vi si posa resta stupito e soggiogato da opere che la mente umana non riuscirebbe a concepire. E’ opera dell’uomo? La villa imperiale del Casale con le sue meraviglie oggi appartiene all’umanità intera per le sue inimmaginabili bellezze. Evidentemente un bel giorno Dio discese sulla terra con la Sua corte di angeli per creare qualcosa che durasse nei secoli unitamente all’opera del Creato.
E’ sicuramente questo il pensiero che attraversa la mente dei Servas siciliani qui riuniti per l’incontro annuale. Alcuni li ammirano per la prima volta,altra i hanno visti e rivisti,ma è come visionare per l’ennesima volta un film indimenticabile che ci è rimasto nel cuore. E’ il 6 giugno,il caldo isolano si fa sentire. Raggiungiamo la trattoria “il contadino” ad un centinaio di metri dall’ingresso del sito archeologico di Morgantina.
Si mangia all’aperto sotto un fresco canneto. Ci rivediamo ancora una volta,vecchi e nuovi volti. Manca Biagio e ci manca la Sua compagnia, il Suo buonumore, il Suo esempio di vita. Ci sentiamo telefonicamente, il suo cuore ha fatto i capricci ma assicura che alla prossima sarà con noi e Biagio mantiene le sue promesse.
Le pietanze sono di fattura casereccia, si mangia, si beve, le lingue si sciolgono. Com’è bello stare insieme. Poi appesantiti ma con l’entusiasmo galoppante entriamo nella favola archeologica di quella Morgantina fondata nel XIV° secolo a.c. dai siculi e poi colonizzata dai greci. Innumerevoli reperti sono custoditi nel museo di Aidone e tanti altri, come la Venere ed il tesoro di Morgantina, sono oggi nella collezione Getty e pare torneranno nella loro sede originale il prossimo anno.
Nel tardo pomeriggio raggiungiamo il seminario estivo di Montagna Gebbia dove prendiamo alloggio. Verso le 19 inizia l’incontro assembleare,Vittoria, motore e propellente del Servas isolano apre i lavori con il ricordo di BOB LUITWEILER fondatore dell’idea SERVAS e seminatore per il mondo del suo seme.Vittoria ci parla di Lui, della Sua vita, dei Suoi propositi, dei Suoi viaggi, delle Sue esperienze che hanno partorito la nostra associazione che inizialmente voleva essere solo un programma di lavoro-studio-pace e fratellanza,unita alla gioia del viaggio e dell’ospitalità, ma con il cammino del progresso il programma ha deviato dal suo percorso originale e da taluni oggi è visto solo come un sistema di viaggiare a sbafo. SERVAS? No, persone entrate erroneamente in un ingranaggio del quale non hanno compreso bene le finalità.
SERVAS quest’anno ha compiuto 60 anni, continua Vittoria, ed un pensiero di gratitudine torna a coloro che in Italia hanno portato e coltivato la pianticella del SERVAS, Stoppani ed Uslenghi soprattutto e poi una scia di ferventi iscritti e promotori di attività in Italia.
L’indomani mattina è dedicata alla visita del centro storico di piazza Armerina accompagnati da una guida locale e ci riesce difficile constatare quanti meravigliosi monumenti, chiese ed opere d’arte (talvolta trascurate) racchiudano quelle viuzze e quei quartieri con il sapore di un tempo passato e che il viaggiatore frettoloso spesso trascura appagato dalla visita alla villa del Casale ed ai suoi mosaici.
Siamo ancora al seminario, si pranza e nel pomeriggio prosegue l’incontro. Si parla di ringiovanire l’associazione con l’ingresso di nuovi SERVAS in giovane età. Il problema fondamentale è che noi adulti cerchiamo di starci bene insieme,ma loro si trovano bene con noi o rischiamo di creare un gruppo assestante? E’ un problema che chi scrive ha già affrontato con gli scouts. Sono uno scout master con il brevetto di Wood Badge, riconoscimento internazionale, ottenuto dopo aver frequentato per due anni i corsi della scuola capi di Opicina a Trieste. Come coordinatore del clan seniores mi sono trovato spesso ad affrontare il problema dei giovani che per raggiunti limiti di età lasciavano la compagnia rover per entrare a far parte del clan. Orbene Vi dico, il giovane non legava con i più adulti e tendeva a crearsi un suo gruppo. E’ come l’olio e l’acqua, per quanto si possa fare non si mescoleranno mai.
Poi Pino Gangi riferisce del suo viaggio in Uzbekistan assieme alla moglie e ci parla dei SERVAS di quel Paese, della loro cordialità ed ospitalità e delle bellezze di Samarcanda.
Altro argomento trattato in altri incontri, ma mai approfondito è la qualità dei soci SERVAS. Filtro o setaccio? I nuovi soci devono essere “filtrati” al loro ingresso (presentazione e garanzia di un SERVAS, approfondimento della persona da parte dei local help)? Oppure dobbiamo accettare tutti per poi eliminare eventuali mele marce con una buona “setacciata”. Nel mio intervento ho parlato dei miei vecchi amici che darebbero il loro sangue per me ed io farei lo stesso per loro, ma non mi sognerei mai di presentarli alla nostra associazione perché non vedo in loro quelle doti che fanno di una persona comune, un SERVAS convinto. Non hanno quella mentalità particolare che ci distingue. E Tu ce l’hai?
Giuseppe De Lorenzo - Messina
Notizia inserita il: 19-06-09 Creata da: Antonio PRODOMO [4089]
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