Di ritorno dal mio viaggio in Germania, come al solito, ho avuto bisogno di un po’ di tempo per far si’ che tutto si sedimentasse e si collocasse in un posto definitivo nel mio cuore e nella mia memoria.
Ecco, quel tempo è trascorso e sono pronta a fare un breve riepilogo dei momenti più salienti del viaggio.
Momenti che immediatamente si identificano nelle persone conosciute, che, come nel precedente e primo viaggio con Servas, sono state SPLENDIDE.
La prima, un avvocato penalista di Berlino, vive sola con una bimba di 9 mesi, Ava, in una casa grandissima nel quartiere residenziale di Schoeneberg.
E’ una signora di 45 anni, energica, sempre sorridente, che adora sua figlia con la quale, anche vestita nel suo impeccabile tailleur, alle 8 del mattino, prima di uscire di casa, si rotola sul tappeto e si lascia disfare i capelli, morsicare una guancia, succhiare un dito, tirare il foulard, e finchè la piccina non è distratta da un giocattolo qualsiasi, rimangono cosi’, in totale simbiosi, emettendo urlettini la piccina e chiamandola lei con nomi dolcissimi e divertenti.
Sembrano leonessa e leoncino che giocano…
Sono incredibili…, adoro quei momenti che si ripetono per ognuna delle 5 mattine che restiamo da lei.
Questo tanto per descrivere una cosa che mi è piaciuta molto; ma molto mi sono anche piaciute le sue colazioni con tanto di caffè portato a letto, e poi insieme a formaggi, marmellate e ad una frittata con l’aneto che era la sua colazione preferita da bambina e che sua mamma le serviva, in tempi magri, come fosse la più succulenta delle prelibatezze.
Anche le cene, oltre a tutte le colazioni, le abbiamo consumate insieme.
I primi due giorni con pasta al sugo e pasta al pesto, con ingredienti portati dall’Italia, ed altri cucinati da lei, fra cui gli asparagi con salsa bernese e salsa olandese che, fatta a mano da lei due minuti prima, era una vera leccornia.
Questo puo’ dare l’idea del clima che si era subito stabilito fra noi.
Ah, dimenticavo che all’arrivo siamo passate nel suo ufficio dove la sua segretaria ci ha consegnato le chiavi di casa, un biglietto di benvenuto ed uno schizzo per trovare la casa una volta scese dal bus.
A casa, un grande biglietto sul tappeto dell’anticamera ci dava il benvenuto e ci pregava di sentirci “a casa nostra”.
Abbiamo trascorso serate intere in sua compagnia e due sere è anche arrivato a cena il papà di Ava, che non vive con loro ma con le quali ha uno splendido rapporto: di amicizia, rispetto, ammirazione per la mamma e di scatenato amore per la piccola.
Con lui dividevo la mia passione per la lirica tant’è che aveva prenotato anche lui Il Ballo in maschera alla Deutsche Opera, dove siamo andati assieme.
La seconda signora di Dresda… che dire??,… una favola!!
Premurosa, cordialissima, amica dal primo istante.
Con lei abbiamo saltato a piè pari tutti i convenevoli per immergerci in uno scambio di esperienze sulla nostra vita affettiva privata, affrontando problematiche delicate come ci conoscessimo da sempre.
Lei si alzava presto e andava a lavorare prima che noi ci alzassimo, ma ogni mattina trovavamo il tavolo della cucina apparecchiato per la colazione in una maniera impeccabile: non mancava nulla, dallo yogurth al succo di frutta, dalle marmellate al burro, al miele, al caffè, al pane, ed anche a qualche bigliettino.
Di sera parlavamo un po’, ma lei rientrava tardi, sicchè l’ultimo giorno, sabato, ha voluto dedicarci l’intero pomeriggio raggiungendoci in bici in centro e rimanendo con noi fino a sera.
Naturalmente l’abbiamo apprezzato moltissimo!!!
La domenica ha fatto colazione con noi e poi il saluto è stato, come a Berlino, commovente.
A Lipsia abbiamo avuto un gran finale!!!
Una coppia di mezza età, ci è venuta a prendere alla stazione e ci hanno subito fatto vedere qualcosa della città mentre ci portavano a casa loro.
Dopo un’oretta ci hanno di nuovo portato in centro dove volevamo ascoltare un coro di bambini nella chiesa di St. Thomas, dov’è sepolto Bach.
Ancora il giorno dopo di buon mattino, dopo una bella colazione sul terrazzo, i due favolosi ospiti ci hanno portato in giro per la città in auto per scoprire punti poco turistici e darci alcune significative spiegazioni su fatti storici legati alla città.
A sera ancora cena sul terrazzo e siccome ad un certo punto faceva freddo e trovavamo un grande piacere nella conversazione, la signora ci ha attrezzato di un caldo plaid di lana in cui ci siamo arrotolate e siamo andate avanti imperterrite a parlare fino a tardi.
Anche nei bar e ristoranti all’aperto c’è questa usanza: mettono dei plaid, piegati sullo schienale delle sedie, pronti per l’uso dei freddolosi.
L’ultima sera abbiamo cucinato io e la mia amica: carne di maiale con lenticchie (tipico piatto svizzero), fragole al limone ed un buon vino rosso.
Che aggiungere??
Io non amo particolarmente dilungarmi a parlare di pranzi e cene, ma mi accorgo che in questo contesto ho dato una grande rilevanza al cibo: sicuramente è stato un ottimo veicolo per affrontare delle belle, rilassanti, e significative chiacchierate.
E se ho raccontato questo per prima, vuol dire che questo per me è stato il lato più interessante del viaggio.
Poi, chiarissimo!!!,… Berlino ha un suo fascino, Dresda è semplicemente un sogno, e Lipsia un… mezzo sogno!!!!
Tre città fantastiche.
Ma esse rimarranno impresse nella mia mente indissolubilmente legate alle persone che li’ abbiamo conosciuto.
E’ con esse che hanno avuto un valore aggiunto, le abbiamo visto un po’ anche con i loro occhi.
Berlino sarà Gesine,… Dresda sarà Marreike, … Lipsia saranno Steffy e David.
Grazie Servas!!!
Non mi stancherò di dirlo…
Annamaria Carusi-SERVAS COMO
Notizia inserita il: 23-06-09 Creata da: Antonio PRODOMO [4089]
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