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- Venezia Incontro Regionale Servas 8 Novembre 2009
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La giornata non prometteva nulla di buono: sciopero dei treni (oltretutto poco pubblicizzato), tempo freddo e piovoso a dispetto delle giornate precedenti, insolitamente soleggiate, e previsioni di acqua alta. Nonostante le premesse ci siamo ritrovati in una quarantina nell'atrio della stazione di Santa Lucia, praticamente nessuno mancava all'appello. Adunata e partenza per depositare borse e cibarie nell'oratorio di San Giobbe, luogo di ritrovo per il pranzo e per l'assemblea del pomeriggio, gentilmente messoci a disposizione dal parroco, grazie all'interessamento di Sandra. Si espone brevemente il programma della giornata, come da ordine del giorno, ma con alcune variazioni dettate dalle contingenze. In particolare la nostra guida veneziana ci fa presente che se dovessero suonare le sirene che avvisano l'innalzamento della marea, noi resteremmo bloccati in oratorio dalle 13 alle 15 (arrivarci quindi entro le 13). L'acqua a Venezia può essere affascinante per chi non l'ha mai vista, un'esperienza insolita e curiosa, ma per chi ci vive e lavora è sicuramente un disagio con cui fare i conti. Si parte quindi alla volta del ghetto ebraico e dintorni, alla ricerca di alcune tracce della presenza straniera a Venezia, con l'entusiasmo della nostra Marilè e con Sandra come “stradario”. Si tratta di un percorso non turistico, poco frequentato (qualità assai apprezzabile), che grazie a Marilè ci permette di degustare curiosi assaggi della storia di Venezia e di cogliere diversi spunti da approfondire con più calma e con un tempo meteorologico più propizio. La bella passeggiata, durante la quale il tempo ha retto magnificamente, si conclude dopo un paio d'ore all'oratorio di San Giobbe: una breve visita alla chiesa (nei secoli passati la prima chiesa in cui si imbatteva chi proveniva dalla terraferma per commerci) condotta dallo zio di Marilè, sbucato dal nulla, serve da “aperitivo” al pranzo consumato su lunghe tavole apparecchiate, sempre grazie all'interessamento di Sandra. Pranzo variegato e composito, fatto di scambi culturali e culinari sempre interessanti e ben accetti. Dopo la regolarizzazione della quota associativa e altre pratiche amministrative, si da inizio all'assemblea, secondo l'ordine del giorno. Tra di noi c'è anche la neoeletta nel Collegio dei Revisori dei Conti nazionale, Rita Mello Grand, venuta appositamente dal Piemonte con la nipote Alessia (rilevante anche il numero di ragazzi presenti, che trovano subito la loro dimensione con chiacchiere e giochi, per nulla interessati, e giustamente, all'ordine del giorno). Francesca mostra una maglietta di SERVAS: la maglietta, che costa 10 euro, nella versione bianca o nera, è stata pensata, voluta e realizzata dal precedente CE con un investimento di 7mila euro come forma di riconoscimento per l'associazione, come omaggio da portare in dono alle porte aperte che ci ospitano in giro per il mondo (una bella idea, no?). Manca però la pubblicizzazione delle magliette, non ne vengono distribuite abbastanza, non ne vengono portate, ad esempio, negli incontri regionali, nazionali, internazionali. Il nuovo CE cercherà di darsi da fare anche con la “questione magliette”. A proposito di nuovo CE Francesca e illustra il progetto di SERVAS Giovani, che è stato promosso dopo le elezioni: il nuovo CE, nella persona di Pina Natali, vuole promuovere i giovani all'interno dell'associazione, offrendo loro maggiore visibilità, e propone azioni simili alla lista giovani dell'Austria. Francesca fa notare che in tale lista austriaca sono inseriti i giovani di età 14-18, che da soli non possono viaggiare e che sono soggetti ad una complessità di normative da attenersi e da rispettare per entrambe le famiglie, mentre dopo i 18 anni, pur essendo ancora giovani, si è adulti, ed ecco che subentra il progetto SYLE il quale offre ad un giovane 18 - 35 anni la possibilità di essere ospitato da famiglie Servas di una determinata area, per un lungo periodo. Accenna brevemente ad alcune riflessioni di Giuliana Cupi che, in risposta a Pina Natali, discute sulla sostanza di essere giovani e sulla inconsistenza del “problema” giovani. Rita ha intenzione di proporre per i giovani lo sgravio su alcune quote. Francesca ribadisce ancora una volta che i giovani hanno altri modi di viaggiare, più agevoli e meno vincolanti. Francesca dà conto dei nomi componenti il nuovo CE uscito dall'assemblea di Orbetello tenutasi a ottobre, e Mario Sanna è invitato, quale unico presente ora e allora, a darcene breve resoconto. Ha partecipato all’incontro di Orbetello soprattutto per socializzare e scambiare idee ed esperienze di ospitalità, per avere consigli e indicazioni di comportamento. Ci riferisce infatti dell’esperienza poco piacevole e un po’ discutibile di sistemazione in una “brandina normalmente utilizzata dal cane di famiglia”. Qualcuno propone che il LH il fase di intervista di un aspirante socio si accerti sull’idoneità a ospitare (difficile da decidere, e oltretutto implica una moltitudine di fattori e sottigliezze che rischiano di far perdere di vista lo spirito di ospitalità SERVAS). Qualcun altro afferma che alcuni LH vogliono visitare la casa dell’aspirante socio, per valutare se sia adatta allo scopo, cosa che lascia tutti un po’ perplessi. Tornando all’incontro di Orbetello Mario riporta la scarsa partecipazione al gruppo di lavoro cui ha partecipato, e alcuni disguidi nell’organizzazione, ma in generale il clima era positivo, con molta voglia di stare insieme e di chiacchierare. Molto bello e accogliente l’ambiente. A questo punto l’ordine del giorno si sposta temporaneamente sulle varie ed eventuali, e vi sono scambi di opinioni sull’utilità o la necessità di portarsi dietro almeno il sacco-lenzuolo; sulla necessità di adattarsi ad abitudini di vita assai diverse.. Il discorso slitta poi sulla modalità di richiesta di ospitalità via e-mail, sugli “accorgimenti” per contattare correttamente e per ottenere l’attenzione della porta aperta cui ci si rivolge, evitando errori e scorrettezze tipo mail impersonali e con invio multiplo: inviare una lettera personalizzata, nella quale si evidenziano gli interessi comuni, e concludere sollecitando una rapida risposta, al fine di contattare eventualmente altri ospiti. Alessandra e Angelo pur con tre figli, hanno avuto esperienze molto belle e hanno trovato quasi sempre ospitalità. Francesca tira fuori la solita nota dolente: le relazioni di viaggio, che, a dispetto delle numerose liste consegnate, non tornano mai (spesso anche le liste, infatti, latitano). È un peccato, perché ci si arricchisce anche sulle esperienze di viaggio altrui, positive e negative. Si puntualizza che spesso le liste non vengono utilizzate per mancanza di risposte positive, non si trova ospitalità, e si ritiene quindi inutile fare una relazione di viaggio sull’ospitalità SERVAS avendo utilizzato solo alberghi, ostelli o altre soluzioni. Anche questo aspetto negativo, questo disagio, riscontrabile soprattutto con alcuni paesi (a Cuba ad esempio nessuna risposta, neppure negativa), va segnalato. In generale la disponibilità a ospitare in giro per il mondo è poca. Per concludere Francesca riporta un progetto-proposta di Michela e Rosella di Treviso: Ricette in viaggio. Ricette culinarie sperimentate, raccontate o portate da un viaggio, il cui ingrediente principale è quindi lo stare insieme. Ne nascerebbe un libro, pubblicabile sul sito di SERVAS. Ancora qualche racconto di esperienze di viaggi con figli, di accoglienza di ospiti un po’ invadenti ed esigenti, per concludere che, pur aperti all’ospitalità e disponibili verso gli altri, ciascuno ha diritto alla propria vita privata. Ci lasciamo confermando gli attuali LH + Alessandra D’Aversa in fase di formazione e il coordinatore regionale, riconfermato all’unanimità nella preziosa persona di Francesca Guarato, a questo proposito l’interessata caldeggia vivamente un ricambio per portare innovazione anche nella regione Veneto. E ora alla ricerca di un treno che ci riporti a casa. Patrizia Dal Zotto
Notizia inserita il: 01-12-09 Creata da: Francesca GUARATO [2666]


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