L'organizzazione dei due Campi di Lavoro per il 2001 è stata impegnativa e i risultati prodotti sono stati molto interessanti, sia pure con qualche riserva, legata soprattutto all'inesperienza (è il
Primo anno che stiamo strutturando questo genere di attività) e alle numerose ambiguità insite nel concetto. Per ulteriori considerazioni consuntive, da parte di chi ha partecipato integralmente a TUTTI i campi di quest'anno, rimando all'articolo già scritto da Laura Ghivarello sul sito http://servas.it.
Il fatto che il precedente responsabile internazionale (Bertrand Bailleul) abbia di fatto smesso la gestione a partire dal prossimo anno, (e che il nuovo comitato internazionale non pare abbia
Espresso ancora intenzioni in merito), lascia aperta la possibilità che Servas Italia possa collaborare in prima persona, con la propria ricchezza e propositività per estendere, se necessario lo stesso concetto di campo di lavoro, così come è stato definito finora.
Occorre altresì notare che (come fattomi notare da Bruno e da Lucia), esiste una sorta di struttura giovanile che si sta strutturando a livello internazionale. Tale gruppo di lavoro sta organizzando un
incontro, paragonabile a quello del Kent di 2 anni fa, in cui l'aggregazione giovanile è finalizzata all'organizzazione e al supporto di un incontro internazionale Servas. In questa occasione è
pensabile un forte coinvolgimento anche Italiano per rendere l'esperienza ricca ed interessante.
Anche l'esperienza del training nonviolento in Servas Italia (iniziato l'anno scorso con esperienze varie con Vito Fortezza) è stato di fatto uno spunto primario per l'organizzazione e realizzazione dei primi campi di lavoro fatti nel 2001, che di fatto si sono svolti in una cornice di educazione al dialogo e alla risoluzione dei conflitti.
L'idea di far proseguire questi due temi in maniera coerente ed unificata è pertanto (a mio avviso) importante per unificare e concentrare le forze, in modo da produrre una reale innovazione in
Servas Italia, senza disperdersi in mille rivoli. In questa direzione ho già ottenuto una disponibilità abbastanza piena da Vito per organizzare presso di lui l'anno prossimo un campo di lavoro
Pacifista a Medesano.
Dicevo prima, la definizione più concreta e particolare del concetto stesso di campo di lavoro consentirebbe il coinvolgimento di molte persone in Servas e al di fuori che sono molto curiose e desiderose di partecipare, ma non sanno ancora come intervenire ed operare (cfr. Mario Arosio e diversi soci Lombardi, Veneti e del resto d'Italia, che mi hanno chiesto varie delucidazioni e che sono stati relativamente confusi).
Alcune ambiguità di fondo nascono dal nome stesso di queste attività: "campi di lavoro internazionali x giovani":
- si tratta di attività solo manuali?
- E' contemplabile anche una attività più intellettuale (teatro, corsi di lingue, altro?
- Cosa significa giovani?
- Solo per gli "stranieri"?
- Che tipo di incentivi finanziari vengono forniti ai partecipanti?
- Possono partecipare anche persone non Servas?
- ecc.
La mia proposta è quella di aprire il concetto in modo da non limitare la presenza ai soli giovani, ponendo l'etichetta giovanile in modo opzionale ai singoli campi, lasciando alle singole realtà
regionali la libertà di organizzarsi iniziative di questo genere senza particolari vincoli. (Una proposta a mio avviso molto interessante è quella di far organizzare un "campo" da Michael Karris
sull'Esperanto e il modo in cui tale lingua possa essere utilizzata (o meno) per stimolare la conoscenza fra i popoli).
Rispetto agli ultimi avvenimenti che sono sotto gli occhi di tutti in queste ultime settimane, lo scenario mondiale sta mutando in modi per molti versi drammatici ed imprevedibili. In particolare questi eventi hanno diversi impatti su Servas, e soprattutto sull'organizzazione di questi campi di lavoro. Per esempio il contatto con le ambasciate era già difficile qualche mese fa, figuriamoci oggi!
D'altronde è proprio in questi momenti che Servas può svolgere efficacemente i compiti per cui si era costituita 52 anni fa, e se riuscissimo veramente a favorire l'interscambio fra i popoli, magari
cercando di coinvolgere un pochino di più i Paesi poveri e musulmani, daremmo un reale contributo alla comprensione e all'amicizia fra i popoli (come contemplato dal nostro Statuto). Tutto questo senza farsi coinvolgere da impostazioni politiche che possono essere interpretate
da molti Paesi come faziosità ed estremismo e che impedirebbero in partenza il riconoscimento di Servas...
E' auspicabile per il 2002 un maggiore ed intenso coinvolgimento di TUTTO il Comitato Esecutivo, dei singoli coordinatori/localhelp, dei singoli soci e degli organismi internazionali, al fine di rendere
questa iniziativa veramente utile, interessante ed efficace:
Aspetto Diplomatico/giuridico:
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- Non l'avevamo previsto, ma quest'anno abbiamo verificato che occorre avere un efficace sistema "diplomatico" per la gestione degli inviti internazionali e dei contatti con le ambasciate
- questo può essere anche ottenuto con una sorta di lavoro diplomatico preventivo, facendo riconoscere ai singoli governi (ed in particolare al governo italiano) la legittimità e l'autorevolezza della nostra organizzazione, in modo da ridurre o eliminare i problemi di "ambasciate" riscontrate pesantemente quest'anno.
- analisi ed accettazione dei partecipanti. In alcuni casi (non possiamo esserne totalmente sicuri), ci è parso che qualche partecipante avesse voluto fare qualche piccola o grande furbata: immigrazione clandestina, o molto più semplicemente giro turistico con la scusa della partecipazione al campo. Per vagliare questo genere di problemi e per affrontare eventuali problemi di ordine pubblico che
possono sorgere, dobbiamo probabilmente attrezzarci in modo opportuno.
Pubblicità e Collaborazione con altre Realtà che fanno campi di lavoro simili:
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- Abbiamo scoperto quest'anno che l'offerta di campi di lavoro per giovani a livello internazionale è molto ricca (in Francia per esempio vi sono più di 200 campi organizzati nell'anno). La concorrenza è quindi da conoscere per eventualmente affratellarsi (un po' come è successo con il Mir), o comunque utilizzare degli strumenti di pubblicità e di informazione efficaci e mirati.
- Ritengo che il meccanismo utilizzato da Bertrand precedentemente per la pubblicizzazione dei campi sia insufficiente (invio a tutti i Segretari Nazionali + pubblicazione sul giornalino Internazionale).
Occorre trovare altri strumenti di distribuzione delle informazioni, sia "istituzionali" come giornali, enti e strutture di scambio giovani, sia "non governativi" come appunto Mir, Rete Lilliput, reti
alternative. Occorre quindi cominciare a creare i presupposti perché queste connessioni possano essere fatte partire e possano funzionare entro il 2002.
Aspetto finanziario:
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- Occorre, da un lato rendere il finanziamento di queste attività più autogestito a livello nazionale, senza richiedere fondi internazionali. Rispetto ai 258.23 Euro stanziati dall'Italia quest'anno, ad
esempio, proporrei un ampliamento ad almeno 1000-1500 Euro per il 2002.
- Rendere il costo di partecipazione ai campi leggermente superiore agli attuali 54.35 Euro, portandoli ad esempio a 70 Euro, in modo da garantire l'autosufficienza dei singoli campi e l'estensione del periodo da 1 settimana ad almeno 10 giorni. Il finanziamento da Servas Italia (ed eventualmente da Servas international) rimarrebbe per lo più legato a questioni logistiche generali (come l'invio degli inviti presso le singole ambasciate, costi di comunicazione, di organizzazione etc.) ed eventuali contribuzioni (eccezionali) per ridurre ad alcuni la quota di partecipazione. Non siamo a mio avviso in grado di pagare degli interi viaggi ai partecipanti (per fare ciò occorrerebbero finanziamenti di un livello più elevati).
- Richiesta ai partecipanti di saldare con un consistente anticipo la quota di iscrizione almeno un mese prima dell'inizio delle attività, per evitare ripensamenti dell'ultima ora.
Claudio Pacchiega (pakkio)
Allego la lettera riassuntiva in inglese inviata a Bertrand Bailleul per segnalare lo stato dei campi in Italia a metà agosto 2001:
Dear Bertrand Bailleul,
the 2nd Workcamp here in Italy is quite at the end, and I just wanted to let you know in a draft form how was it, the problems associated and ideas for next year:
Our treasurer will inform you (and new EXCO) on the $$$ part of the camps, I think after the end of September...
1. The number of people who applied for each camp was significant and OK with our expectatives But at the end many of them had significative problems in getting the Visa to Italy. I sent you by Cc a letter I was obliged to send to Togo Servas People, declining the possibility of making any further step with local Italian Embassy in Togo. But also people from Nigeria, Russia, Georgia, they had big problems. Other than that, a person from Pakistan, and one from Canada evidently changed their mind, so the net number of people attending the workcamps were quite low.
2. On the whole, the first camp (organized only by Servas Italy), even if being a "micro-camp", had been quite good, and we had some Polish local helps participating at the camp manifesting the willing of doing something similar in Poland :) The 2nd camp, so far, is more populated, (since it was organized with MIR, and they had 7-8 people from themselves. But we suffered a little the "egemony" of their organization (since they are organizing this sort of camps since 10 years). So we are tempted to avoid in the future this kind of "team-up".
3. We are happy with this, even if so few people participated, and look at this as a sort of experiment to let us know what to do next year. We are really interested in making other camps, and we are going to take an official decision at the General National Meeting this year in Florence. Probably we will try to organize other 2 camps next year in more central places of Italy...
Anyway, we'd like to change and to improve something in the general organization:
A) I think the best would be to credit Servas Workcamps by National Authorities in Italy, and maybe even European authorities, (I'm not expert in diplomatic things, but this seems the correct way to handle the problems with visa's problems). If done at European level, there should be a direct involvement of International Exco to send directly Invitation Letter to proper authorities. And/Or done at a National Level.
B) We have noticed that there is a huge network of workcamps similar to ours (for example in the only France there are at least 200), advertised by some International Entities that do "coordinate" all the camps (this info comes from some participants to our camps). Probably we need to advertise the presence of these camps with these entities, and do not rely only on the communications to National Servas Secretaries.
C) We found out that the expenses and the time needed to organize camps and to help young people to come are not trivial at all. (And so appreciated the Servas International contribution), and think that next year Servas Italy will set a bigger budget for these initiative (I think that we are going to ask for something like 1000$ at least).
D) Also it would be interesting if you or other people involved in International Workcamps, could share with us the experience of organizing International Camps, since we noticed that MIR in Italy, knows well how to handle national activities, but they haven't tools for dealing with International problems.
Ok, I'm ending this "report". I heard what happened in Thailandia from our National Secretary, Giuliana Pellizzari, who appreciated the new EXCO, and told me you did, as ever a good job in the preparation of the Meetings.
Bye,
Claudio Pacchiega
National List Editor ("Segretario")
Notizia inserita il: 25-09-01 Creata da:
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