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- Verbale assemblea di Torino del 7 Aprile 2002
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Assemblea di Torino del 7 Aprile 2002, presso i locali del VSSP in Via Toselli 1, ore 10 circa.

L’assemblea è stata indetta con il seguente ordine del giorno:

- presentazione e votazione del consuntivo 2001 e preventivo 2002

- ratifica delle modifiche al regolamento e proposta di modifiche allo statuto conseguenti (elezioni postali e riconferma soci)

- presentazione attività del 2002

La Presidente dà il benvenuto ai soci presenti, e ricorda la figura di Angelo Scorbatti, mancato recentemente e facente parte del collegio dei probiviri.

Pino Ferrentino illustra in dettaglio il consuntivo 2001, specificando le voci di entrata e di spesa, e le modifiche formali al modo di separare le varie voci, come richiesto dal collegio dei revisori dei conti l’anno passato. Il maggior dettaglio consente di aumentare la trasparenza e può aiutare a prendere decisioni strategiche sulle modalità con cui vengono spesi i soldi per migliorare il funzionamento di Servas (ad esempio investendo di più nella spedizione del giornalino).

Luigi Uslenghi osserva che la separazione delle quote viaggiatori può non essere adeguata e dare luogo a problemi giudiridici in quanto si suggerisce di stare fornendo dei servizi ai soci, cosa espressamente vietata per il nostro tipo di associazione. Invita ad utilizzare il c/c postale per i pagamenti.

Rosa Calderazzi invita ad utilizzare delle forme di risparmio diverse dalle banche tradizionali, dando risalto all’uso di risorse finanziarie etiche (Banca Etica ad esempio).

Mario Arosio e Renato Contillo si esprimono contro l’uso del C/C postale perché diminuisce l’efficacia del contatto diretto fra soci e tessuto organizzativo.

Mario Burlando

1) non condivide quanto espresso da Luigi Uslenghi in quanto si tratta non già di servizi, ma di rimborso spese o anche recupero spese. L’unico problema è trovare la dicitura giusta da inserire nei documenti contabili.

2) In quanto rappresentante del collegio dei revisori dei conti, dà atto della validità del bilancio presentato da Pino Ferrentino, approvato il giorno precedente.

Il Bilancio Consuntivo 2001 viene quindi sottoposto al voto dell’assemblea per alzata di mano che lo approva all’unanimità.

Pino Ferrentino passa quindi alla presentazione del conto previsionale per il 2002. In pratica è molto simile a quello del 2001, con alcune novità legate alle attività per il 2002 (campi di lavoro, centro di documentazione, brochure informativa, ecc).

Luigi Uslenghi interviene auspicando che la ricevuta del pagamento, essendo il documento che finanziariamente certifica l’iscrizione all’associazione DEVE essere fatto da tutti i coordinatori in modo congruo (con le giuste diciture) e consegnato al socio. Chiede ai revisori dei conti e al tesoriere di stimolare i soci e la struttura in tal senso.

Mario Burlando, osserva che alla fine del 2001 soltanto 349 porte aperte hanno pagato la quota per il 2002 denunciando la propria volontà di comparire nella lista dell’anno successivo. Dato che la quota di iscrizione deve essere pagata in anticipo, tutti gli altri sono ritardatari. Invita i coordinatori a fare in modo che i propri soci paghino nei tempi regolari e non, come avviene in qualche regione un anno dopo. Propone il ripristino (già suggerito da diversi coordinatori) della dicitura not confirmed per segnalare coloro che non hanno pagato. Per il 2002 c’è una sottovalutazione delle entrate per cui presumibilmente vi sarà un utile di oltre 10000 euro. Invita il CE a spendere di più e meglio: spedizione del giornalino, finanziamento per incontri, iniziative pacifiste, locandina.

Il bilancio preventivo viene quindi sottoposto a votazione dall’assemblea e votato all’unanimità.

Giuliana presenta le motivazione che hanno indotto il presente CE a modificare il regolamento (e a breve allo statuto).

1) Durante l’assemblea di Rimini era emerso chiaramente dai soci attraverso diversi lavori di gruppo che occorreva modificare l’organizzazione di Servas in modo da consentire una maggiore democraticità. L’argomento più significativo era stato riscontrato nel meccanismo elettivo del CE. Le proposte che si stanno facendo consentono al socio di votare per posta, se impossibilitato a partecipare alle assemblee.

2) Inoltre, per gestire in modo più semplice ed evitare di ricorrere troppo spesso all’espulsione ufficiale si inseriscono alcune norme che consentono al coordinatore di non riconfermare nella lista e quindi come membri di Servas quei soci che a loro motivato giudizio non abbiano più i requisiti minimi previsti dallo statuto e regolamento. A tutela del socio è comunque mantenuta la possibilità di potersi rivolgere al collegio dei probiviri.

Come da Statuto/Regolamento, le modifiche al Regolamento vengono presentate all’assemblea per ratifica, pur consci di necessitare di un analogo adeguamento dello Statuto al più presto.

Alessandra L’Abate chiede espressamente se sia possibile per un socio escluso da un coordinatore di farsi iscrivere dai coordinatori di altra regione. Risposta del CE, no: il coordinatore prima di iscrivere un socio di un’altra regione deve averne il benestare.

Vittoria di Roma. Chiede di utilizzare per la votazione raccomandata con ricevuta di ritorno per evitare contestazioni. Sospetta che la votazione remota possa essere non costituzionale e dare luogo a contestazioni e gravi problemi.

Francesco Accordino. E’ socio WWF da più di dieci anni: in tale organizzazione il voto postale è una realtà da tempo ed è considerato una possibilità democratica ed espressiva molto importante. Sono in uso accorte e specifiche tecniche per garantire la privatezza del voto e la possibilità di scelta del candidato. L’affrancatura è (a scelta) a carico del destinatario.

Invita inoltre, nella decisione di non riconferma eventuale dei soci a tenere conto di linee guida oggettive per evitare la comparsa di antipatie e personalismi.

Claudio Pacchiega. Dettaglia meglio le intenzioni sottese alla non riconferma del socio come membro servas. Non si tratta solo di “espellere” dei soci cattivi, ma di poter razionalizzare e rendere simmetrico il meccanismo di filtratura, che è già in uso dai coordinatori. Attualmente è definita soltanto la filtratura durante l’ammissione all’associazione. Le nuove norme consentono di poter filtrare “tutti gli anni” i soci anche se già iscritti, perché ad esempio si hanno informazioni in più e in modo indipendente dal fatto di avere pagato la quota. Il socio “non riconfermato” non è necessariamente “cattivo”, ma può essere semplicemente non in sintonia oppure ancora più semplicemente non interessato al funzionamento dell’associazione e può comunque essere eventualmente reiscritto in altro momento.

Parla poi del fatto che Servas deve essere sburocratizzata e legata molto di più alle sue radici di strumento/fine pacifista di reciproco scambio di ospitalità. La partecipazione alle assemblee e al tessuto organizzativo associativo, pur essendo una cosa molto importante non è l’elemento primario definito dall Statuto. Ricostruire uno spirito più semplice che parta dalla sostanza originaria di Servas e non dalla forma.

Luigi Uslenghi. Concorda con il fatto che l’identità di Servas risieda nel viaggiare ed ospitare. Solleva alcune eccezioni sulle modifiche al regolamento. Potrebbero rendere inconsistente il regolamento con lo Statuto (occorre in tal caso modificare anche quest’ultimo). Studiare bene queste modifiche in modo da non farle in modo affrettato. Se queste modifiche devono essere utilizzate per le elezioni 2003, devono essere approvate in assemblea a Settembre 2002. In particolare lo Statuto attualmente prescrive che il voto assembleare è fatto dai soci presenti in assemblea (cosa che esclude la possibilità di voto remoto).

Claudio Pacchiega, osserva che lo Statuto è già in contrasto con il regolamento, ad esempio sulla definizione dei ruoli e del meccanismo elettivo dei coordinatori e sulla figura dei local help. Inoltre su diversi punti (compreso quello indicato da Luigi) vi è una grossa ambiguità per cui non è così categorico che lo Statuto escluda il voto remoto. C’è quindi la necessità di modificare diversi punti dello Statuto entro settembre. Ricorda che le modifiche al regolamento sono votate dal CE e presentato all’assemblea, mentre lo Statuto viene esplicitamente votato in assemblea.

Lucia Ferrero. Ha dubbi sulla effettiva utilità del voto postale, a suo avviso introduce ulteriore complessità di gestione associativa non giustificata. Segnala problemi sul ricevimento del giornalino.

Giuliana: è comunque un meccanismo democratico. Anche se venisse utilizzato da pochi aumenterebbe la trasparenza interna. Valuteremo a posteriori la sua effettiva utilità. Per principio pare una cosa giusta.

Alessandra L’Abate si associa a Lucia sull’inutilità del voto postale.

Mario Arosio. Il voto postale è un indizio interessante di evoluzione di servas, che vuole evidentemente accettare questa sfida. Il disagio di alcuni soci su questa evoluzione è naturale, ma è importante che l’associazione mantenga vitalità. L’elezione solo assembleare ricopre per esperienza meno del 10% dei soci effettivi e quindi qualunque ipotesi che ampli la base elettorale è benvenuta.

Segnala alcuni problemi avuti a Milano sulla gestione di ospiti stranieri bisognosi di aiuto giuridico, asilo politico etc. Nonostante i vari problemi, pare stimolante anche potersi confrontare con queste nuove sfide. Rosa Calderazzi è referente locale per aiutare a gestire queste situazioni “extra-servas”.

Paolo Beccaceci. Le norme introdotte sulla reiscrizione del socio servono per gestire tutte le gradazioni dei problemi che i coordinatori si trovano a dover gestire ogni giorno. Le nuove norme consentono ai coordinatori di poter svolgere la loro attività senza dover far partire pratiche inquisitorie. Molto spesso sono gli stessi soci problematici ad accettare il fatto che non sono più in sintonia con servas.

Mimma Zagaria. I coordinatori hanno il dovere di comportarsi in modo corretto con tutti i soci, devono essere sempre molto tolleranti. Non bisogna essere rigidi e duri.

Alcuni soci richiedono la possibilità di votazione postale anche per le delibere assembleari (come ad esempio la modifica dello statuto), ma questa possibilità non è possibile e di fatto non praticata da nessuna associazione.

Il CE chiede all’assemblea di dare delle indicazioni complessive sul fatto che questa strada e il modo in cui si è affrontato il problema sia o meno condiviso dalla maggioranza dei soci. Luigi Uslenghi segnala che la votazione di questo tipo non è (ancora) prevista dallo Statuto e pertanto suggerisce all’assemblea di incoraggiare il CE mediante libero applauso.

Le modifiche al Regolamento sono pertanto ratificate dall’assemblea dei soci.

Giuliana informa che la struttura del CE è cambiata: Pierpaolo Colafato è stato sostituito da Andrea Careddu, mentre Michael Karris probabilmente sarà sostituito da Paolo Sinuello.

Paolo Beccaceci, a seguito di telefonata di Gaetano Pappalardo, che non può essere presente all’assemblea e se ne scusa, ne descrive l’intervento a riguardo del giornalino.

1) Chiede scusa per la stampa dell’ultima pagina. L’editore ha stampato un clichè vecchio.

2) D’ora in poi invierà ad un rappresentante del CE (Paolo) oltre che al Presidente, copia del giornalino, in modo che questi possa essere garante dell’esattezza delle informazioni dell’ultima pagina (coordinatori e local help).

3) Paolo anche si candida per dare supporto sulla generazione dell’indirizzario e delle etichette di spedizione

4) Si richiede come sempre la collaborazione di tutti per articoli e foto.

Piervitali da Roma: presenta l’articolo scandaloso uscito recentemente su Gioia che presenta Servas come mezzo per viaggiare gratis. Chiede che la Presidente (che accetta) invii una lettera di protesta e di richiesta eventuale di rettifica al giornale, così come lei ha già fatto (esprime sinteticamente la propria lettera).

Mario Burlando. Dice che in generale la cattiva informazione su servas è più diffusa che solo sui giornali. Su internet, ad esempio vi sono moltissimi link vecchi o inesatti. Ci vorrebbe qualcuno che si candidasse a vagliare l’informazione e cercare di far fare le rettifiche.

Francesca Guarato. Il rischio dell’informazione sbagliata è grave, ma teniamo conto che chi si vuole iscrivere deve poi passare attraverso il vaglio del coordinatore che può individuare anche da chi è arrivato da noi con informazioni deformate delle persone interessanti e meritevoli di iscrizione. A condizione ovviamente di correggerle durante i colloqui.

Renato Contillo. Molta gente arriva dopo avere letto degli articoli di giornale “sbagliati” non è bello ma è un mezzo attraverso il quale la gente può arrivare efficacemente a conoscenza di servas.

Giuliana passa quindi alla presentazione delle nuove iniziative nel 2002.

Campi di Lavoro: nel 2002 se ne organizzeranno alcuni. Uno è quello presso Vito Fortezza e poi ci sarebbe la possibilità di organizzare assieme ad organizzazioni alpinistiche trentine dei campi tesi al rifacimento di sentieri oppure alla conduzione di rifugi alpini. L’aspetto interessante di questi ultimi campi è che non è necessaria la gestione logistica, e il costo è virtualmente nullo (salvo per il viaggio). Non ci sono limiti di età ne problemi assicurativi. Il target è essenzialmente su italiani, ma è possibile coinvolgere anche stranieri. Si impegna a fornire al più presto delle informazioni precise riguardanti date luoghi prezzi per poter far partire l’informazione nazionale ed internazionale.

Vito Fortezza. Come l’anno scorso, anche quest’anno si vuole organizzare un campo di lavoro, che affianchi attività manuale a riflessioni pacifiste. L’obiettivo è quello, partendo dall’identità Servas, di offrire ai giovani (stranieri ed italiani) spazi di aggregazione per confrontare le proprie identità culturali. Un altro obiettivo è quello di coagulare dei giovani servas nella organizzazione di questi campi. La riflessione pratica è, partendo dallo specifico di Servas, cosa voglia dire viaggiare, ospitare in servas, cosa sia servas, come si possa utilizzare questo strumento per cambiare la realtà e diffondere una cultura della pace. Chiede a chi è interessato all’organizzazione di fermarsi alla riunione che si tiene alle 15.

Luigi Uslenghi. Riflettendo sui campi di lavoro riporta l’esperienza di GetTogether e sottolinea l’esperienza che Lucia Ferrero, Bruno Manfredi e figli hanno avuto in quella occasione. Suggerisce di contattare i giovani che avevano partecipato a quell’esperienza, utilizzando gli indirizzi raccolti.

Sottolinea ulteriormente l’utilità del lavoro manuale in questi campi, che non deve essere secondario alla riflessione teorica.

Bruno Manfredi: descrive il progetto del centro di documentazione, che ha come scopo quello di raccogliere materiale storico su Servas Italia (liste, documenti, libri, poster, giornalini etc..). Il centro può essere propulsore di nuove iniziative (ad esempio si pensava di organizzare a medio termine una mostra itinerante). Il progetto è stato presentato a Milano, e può contare sulla collaborazione di diversi soci che hanno materiale interessante e che possono renderlo disponibile pubblicamente.

L’assemblea si conclude illustrando come consueto il calendario di appuntamenti locali, nazionali ed internazionali. Molte informazioni sono accessibili su internet. Si suggerisce ai coordinatori di utilizzare il sito di servas italia per pubblicizzare come sempre le loro attività.

Il Presidente: Giuliana Pellizzari

Il Segretario: Claudio Pacchiega


Notizia inserita il: 19-04-02 Creata da:


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