Ora, che esistiamo da più di mezzo secolo come associazione, non è giunto il tempo di guardarci dentro e domandarci :” Come siamo diventati irrilevanti ?”
Il mondo si è mosso in differenti modi da quando Esther Harlan in California ed alcuni giovani,orientati verso la pace, mi aiutarono ad avviare una rete di “Porte Aperte “ e di costruttori di pace .
Molti aspetti del programma che iniziammo sono tuttora validi, ma esso fu studiato per essere messo in atto nei paesi del 1° Mondo dove le famiglie avevano, nelle loro case, spazio per ospitare facilmente visitatori; molto di esse non mostravano alcun complesso di inferiorità nel dare il benvenuto a stranieri ed offrire loro solo una stuoia per poter dormire sul pavimento del loro soggiorno.
Ora il Servas è diventato adulto. Noi raggiungiamo molti angoli del mondo dove le condizioni delle case sono molto differenti dal nord ovest Europa e dal Nord America. Anche le usanze e tradizioni sono molto diverse. Piuttosto che aspettarci persone amichevoli e disponibili che pensano come noi, non sarebbe il caso che noi diventassimo più flessibili dando, in tal modo, alla nostra rete di ospitanti l’opportunità di espandersi in tutti i paesi, fra ricchi e poveri, fra gente di tutte le classi sociali, di tutti differenti usi e credo religiosi?
Quando viaggiatori relativamente benestanti stanno con i più ricchi abitanti dei paesi del III° Mondo, (e che sono un insignificante segmento della popolazione), inevitabilmente hanno una visione molto parziale della realtà del mondo, per non dire che non l’hanno per niente. Noi del Servas possiamo pensare di essere cittadini del ceto medio basso, ma in realtà il reddito medio di un operaio o di un autista di camion del I° Mondo appare estremamente ricco rispetto ad uno del III° Mondo.
Infatti, come condizione economica, sarebbero al pari di un dirigente nei paesi poveri e quindi molto più alto della massa della popolazione.
Nel nostro attuale mondo una delle più gravi cause di conflitto è la mancanza di comprensione che noi, appartenenti ai paesi ricchi, nutriamo per il modo di vivere e per le sofferenze che vivono coloro che abitano nei paesi più poveri.
Purtroppo non ho qui lo spazio sufficiente per descrivere come i miei punti di vista si allargarono grazie alla profonda umiltà ed al calore del cuore di famiglie che vivevano in capanne e che io ebbi il privilegio di visitare in Asia, in Africa e nella America Latina. Molti non avevano neppure un materasso sul pavimento e neppure un tavolo . Non mi aspetto che molti viaggiatori Servas benestanti rivivano tali condizioni e so perfettamente che nessuno di quei contadini o poveretti che visitai, desidererebbero diventare membri Servas allo scopo di ricevere ospiti per la notte. Ma ben sapendo quanto sono gentili e generosi i poveri del mondo, sono certo che molti di loro gradirebbero incontrare con saggezza e simpatia viaggiatori Servas. Se noi potessimo aggiungere al nostro eccellente sistema di ospitalità una rete di Ospitanti Giornalieri del III° Mondo, sono convinto che faremmo di nuovo rifiorire il Servas.
La Cina si sta aprendo ai visitatori, ma ha carenze di spazio e per di più le visite con pernottamento sono proibite. Cuba dà il benvenuto ai visitatori ma rende impossibili i pernottamenti fuori dalle formalità burocratiche.
Una consistente porzione del mondo è di religione mussulmana ed in queste aree non vi è l’abitudine di invitare stranieri all’interno delle proprie case. Gli abitanti di poveri villaggi sono sorprendentemente ospitali, e spesso sono entusiasti ad incontrare stranieri. La varietà degli usi che riguardano l’ospitalità potrebbe riempire interi volumi.
Quello che è certo è che il Servas è in grado di legare insieme e valorizzare queste possibilità.
Incontrare ospiti al di fuori delle proprie abitazioni può diventare un primo passo ed un ponte per incontrare altre culture, modi di pensare e stili di vita . Il nuovo ospitante è pertanto libero di decidere quando lui o lei desiderano accogliere il visitatore nella propria vita privata. La maggior parte di questa proposta non richiede un cambiamento ai nostri programmi.
Noi dovremmo reclutare ogni ospitante e viaggiatore che crede nei propositi del Servas e farlo diventare un ambasciatore che raggiungerà chiunque possa diventare un nuovo “Ospitante Diurno” (Day Host).
Dobbiamo stampare un depliant in Arabo, Swahili , Cinese, in Turco, ed in ogni idioma per promuovere l’ospitalità diurna.
Noi dobbiamo informare chiunque stia partendo per il III° Mondo su come può aiutare a diffondere il Servas, parlando amichevolmente a tutti dell’esistenza della rete degli “Ospitanti Diurni “.
Nel prossimo numero mi piacerebbe scrivere su come i villaggi primitivi, le case dei bambini, ed i centri di sviluppo rurale potrebbero diventare Ospitanti.
Chi vuole discutere con me su questo argomento il mio indirizzo di posta elettronica è il seguente:
owl@ steady.org
Bob Luitweiler “ Il nonno del Servas “
(Traduzione di Vito Fortezza e Pietro Ugolotti).
Segue testo originale con la traduzione di Rosie Menolascina.
Now that we are more than half a century old is it not time to take a second look at ourselves and ask “How irrelevant have we become”? The world has moved on in many ways since Esther Harlan in California and a few peace minded young people helped me to start the peace builders open door network.
Ora che abbiamo raggiunto la veneranda età di mezzo secolo non credete che sia giunta l’ora di domandarci “quanto siamo diventati irrilevanti?”. Il mondo ha percorso molte strade da quando Esther Harlan in California ed altre persone, combattenti per la pace, mi aiutarono a costruire questa rete di “costruttori della pace”, attraverso il concetto delle “porte aperte”
Many aspects of the program we started are still appropriate, but they were designed to work in First World countries where families had room in their homes to easily host visitors and many were not shy about welcoming strangers to just sleep on a mat on the living room floor.
Molti aspetti del programma, da noi iniziato, sono ancora validi, ma furono pensati in funzione di paesi sviluppati dove le famiglie avevano spazio sufficiente per accomodare facilmente i visitatori e, molti di loro non avevano problemi nel farli dormire semplicemente sul tappetto del loro soggiorno.
Now Servas has come of age. We reach most corners of the world where home conditions are very different from northwestern Europe and North America. Customs are quite different too. Rather than expecting friendly and hospitable persons and families to think like we do, shouldn’t we become more flexible so our network of hosts can spread widely in all countries, among the rich and poor, among people of all economic classes, customs and beliefs? When relatively wealthy travelers stay with the most prosperous in Third World countries, who are a tiny segment of population, they may get a very biased view of life, or perhaps none at all.
Ora l’organizzazione Servas ha raggiunto la sua “maturità”. Visitiamo la maggior parte dei paesi dove le condizioni di vita sono molte diverse da quelle del mondo occidentale (Europa nord-occidentale e Nord America). Abitudini e costumi sono, anch’essi, al quanto diversi. Piuttosto che aspettarci di incontrare gente e famiglie amichevoli ed ospitali che la pensino come noi, non dovremmo, invece, essere più capaci ad adattarci in modo da ampliare la nostra rete di ospitalità tra tutti i paesi, tra i ricchi ed i poveri, tra la gente di tutte le classi sociali, tra i diversi costumi e credenze? Soprattutto quando i viaggiatori relativamente benestanti soggiornano con le famiglie provenienti dalle classi sociali più prosperose del Terzo Mondo, che è solo una piccolissima frazione dell’intera popolazione; essi potrebbero aver una visione della vita locale molto limitata se non adirittura poco oggettiva.
We in Servas may think we are lower middle class, but in reality the income of an average factory worker or truck driver in the First World would make him or her comparatively rich in the Third World.
Noi in Servas possiamo considerarci parte della borghesia medio-bassa, ma in realtà il redditto di un agricoltore o di un camionista dei paesi sviluppati può renderlo relativamente ricco nei paesi del Terzo Mondo.
They would be living on a par with the managers and rulers in the poor countries quite removed from the mass of their people.
Vivrebbero alla pari dei direttori o dei capi politici dei paesi poveri e abbastanza lontani dalla massa della popolazione.
One of the greatest causes of war in our world today is the lack of understanding by us in the rich countries of the attitudes and suffering of the people in the poorer countries.
Una delle maggiori cause di guerra oggi è la mancanza di conoscenza, da parte dei paesi ricchi, delle abitudini e della sofferenza dei popoli abitanti i paesi più poveri.
There is not space here for me to describe how my viewpoints were enlarged by the very humble and warm-hearted families in huts I have had the privilege of visiting in Asia, Africa and Latin America. Many hadn’t even a mattress on the floor or a table to sit at. I don’t expect many of our well-padded Servas travelers to relish such conditions, and I know none of the peasants and poor people I visited would want to be on a Servas host list to accommodate overnight guests. But knowing how kind and generous the poor people of the world are, I know many would like to meet and visit with thoughtful and empathetic Servas travelers. If we could add to our excellent overnight hosting system a Day Host Network throughout the Third World, we could make Servas flower again.
Non ho tempo qui per descrivere come le mie opinioni siano state influenzate dalle famiglie che ho avuto l’onore di conoscere in Asia, Africa ed America Latina. Esse provengono dalle classi più umili ma piene di generosità, che vivono in capanne. Molte di loro non avevano nemmeno un materasso o un tavolo. Io non mi aspetto certo che molti membri Servas ben avvolti nelle loro comodità desiderino sperimentare tali condizioni di ospitalità, né conosco agricoltori o gente povera che voglia fare parte dell’organizzazioni Servas ed ospitare visitatori anche per una notte. Ma sapendo quanto sia gentile e generosa la gente povera del mondo, io so per certo che avrebbero piacere di incontrare viaggiatori Servas che dimostrino la volontà e la “simpatia” per queste amicizie. Se noi possiamo far accrescere il nostro eccellente sistema di “porte aperte” aggiungendo una rete di “Day Host” nel Terzo Mondo, noi potremmo far risorgere l’organizzazione Servas.
China is opening up to visitors but lacks the space and even prohibits overnight visits. Cuba welcomes visitors but makes it impossible for casual overnights. A good portion of the world that is Moslem is not accustomed to inviting strangers into their inner homes. Poor villagers every where are amazingly hospitable under the right circumstances and are often enthusiastic to meet strangers. The variety of hospitality customs around the world would fill books.
La Cina sta aprendo le sue porte ai visitatori ma non c’è sufficiente spazio nelle case e l’e autorità vietano addirittura l’ospitalità ai visitatori per più giorni. Cuba acoglie i viaggiatori ma rende quasi impossibile l’ospitalità senza impegni per più notti. Una buona parte del mondo mulsumano non ha l’abitudine di invitare stranieri nelle propire dimore. Gli abitanti di villaggi poveri di tutto il mondo sono sorprendentemente ospitali quando le circostanze lo richiedono e sono spesso entusiasti di incontrare stranieri. La varietà dei diversi modi di dimostrare il senso dell’ospitalità in tutto il mondo potrebbe riempire pagine e pagine di libri.
What is certain is that Servas has barely tapped the possibilities. Meeting hosts outside their home can be come bridges and a first step to knowing other cultures. ways of thinking and life styles. The new host is thus free to decide how much he or she wants to welcome the visitor into their private life The best part of this proposal is we need no change in our program. We should recruit every host and traveler who believes in the purposes of Servas to become an ambassador who will reach out to everyone who might be come a new day host. We need to print brochures in Arabic, Swahili, Chinese, Turkish and all sorts of languages to promote Day Hosting. We need to in form everyone going to the Third World how they can help spread Servas by telling friendly people about our Day Host network. In the next issue I would like to write about how primitive villages, children’s homes, and rural development centers could becoming hosts.
Ciò che è certo è che l’organizzazone Servas ha appena sfiorato tutte le varie possibilità. Incontrare un ospite Servas al di là della propria casa può costituire un ponte ed essere un primo passo verso la conoscenza di altre culture, di altre mentalità e stili di vita. Il nuovo ospite è così libero di decidere fino a che punto vuole aprire le porte della sua vita privata al visitatore. L’aspetto positivo di questa proposta è che non occorre cambiare nulla del nostro programma iniziale. Potremmo reclutare qualunque ospite e viaggiatore che crede nei dettami dei Servas e farlo diventare ambasciatore e raggiungendo così coloro che vorebbero diventare nuovi “day host”. Abbiamo bisogno di fogli illustrativi scritti in arabo, swahili, cinese, turco e in qualunque lingua atta a promuovere la rete di “day host”. Dobbiamo informare tutti quelli che viaggiano nel il Terzo Mondo di come possono far conoscere l’organizzazione Servas e la rete di “day host”, attraverso un dialogo aperto con la gente del luogo. In un prossimo articolo scriverò come i villaggi primitivi, orfanotrofi e centri di sviluppo rurale possono diventare centri di ospitalità Servas.
To anyone wanting to discuss this with me by email - my address is:
owl@steadi.org
Per chiunque voglia scrivermi – questo è il mio indirizzo e-mail:
owl@steadi.org
Bob Luitweiler—"Grandpa of Servas"
Day Hosts
A Brighter future for Servas
Un Futuro più brillante per i Servas
(traduzione di Rosa Menolascina)