Il nuovo incontro internazionale fra soci liguri e provenzali, 5° della serie, dopo quelli di Ventimiglia (giardini Hanbury) nel 1999, quello di Eze nel 2000, quello del Rifugio Allavena al Monte Toraggio nel 2001 e quello pieno di successo dell’ anno scorso alla Valle delle Meraviglie, si è tenuto a Finale Ligure nei giorni 24 e 25 maggio 2003.
Nonostante alcuni inconvenienti fra cui l’ impossibilità ad utilizzare la struttura dell’ ostello di Finale per il pernottamento o l’ incidente sull’ autostrada che ha ritardato l’ arrivo degli amici genovesi la domenica mattina, l’ incontro ha avuto ancora una volta notevole successo con la partecipazione di circa 50 persone il sabato e più di 40 la domenica. Inoltre abbiamo goduto di un tempo splendido che ha permesso di gustare ancora di più le bellezze naturali del finalese.
Il mancato pernottamento all’ ostello è stato risolto ospitando nelle case liguri i partecipanti provenienti dall’ estero o da fuori Genova ed alla fine la cosa è stata molto apprezzata visto che l’ ospitalità è una delle cose che ci caratterizza e che sappiamo fare meglio, dando la possibilità inoltre ai nuovi soci di fare la loro prima esperienza e di fraternizzare in modo ancora più profondo .
Sabato 24 ci siamo ritrovati alle 14,30 alla stazione F.S. di Finale e ci siamo poi trasferiti a Finalborgo dove abbiamo visitato il bellissimo borgo medievale; quindi, percorrendo un tratto dell’ antica Strada Berretta che era stata costruita nel Medio Evo dagli spagnoli per collegare il finalese a Milano, ci siamo recati, arrampicandoci un poco, a vedere Castel Gavone, da cui la vista sulla valle di Finale, il borgo medievale e il mare è stupenda. Poco più in là siamo arrivati a Perti ed alla sua piccola chiesa di Santa Maria di Loreto, chiamata anche “Chiesa dei 5 Campanili” per la sua forma architettonica. Sul sagrato della chiesa è stata effettuata la “spartizione” degli ospiti fra i soci che potevano ospitare (questi a me, quelli a te, ecc. ecc., con abbinamenti naturali dovuti a simpatie reciproche che già si erano strette durante la passeggiata). Tornati a Finalborgo e ripresa l’ auto, ci siamo recati tutti insieme a cena alla Trattoria del Bosco, sull’ altopiano delle Manie, bellissima zona piena di verde sulle alture di Finale ed al riparo dall’ invasione turistica del week-end sulla costa, dove dopo la camminata abbiamo mangiato veramente di gusto.
La domenica mattina l’ appuntamento era a Finalpia alle 9,30, ma l’ incidente di cui sopra ha ritardato gli arrivi da Genova fin verso le 11,00. Nonostante questo non ci siamo persi d’ animo: la sosta inattesa presso la chiesa di Finalpia è servita per scambiare opinioni e per conoscersi meglio vicendevolmente, mentre occorreva anche che qualcuno si recasse in stazione a recuperare qualche “disperso” o “quelli con l’ auto guasta” (vero Delis???). Finalmente verso le 11 riuscivamo a metterci in cammino raggiungendo il punto d’ inizio della nostra escursione domenicale, il bellissimo “Ponte delle Fate” all’ ingresso della val Ponci dove nell’ antichità passava la via romana Julia Augusta proveniente da Roma e diretta a Nizza in Francia, che, in quei luoghi, passava nell’ interno per evitare i dirupi rocciosi di Capo Noli. Lungo l’ itinerario potevamo osservare tre ponti, un tratto dell’ antica via riportato alla luce e restaurato e le cave romane, nascoste nella boscaglia, dove erano state recuperate le pietre necessarie alla costruzione della strada. Giunti al “Ponte dell’ acqua”, terzo della serie, lasciavamo la valle e l’ itinerario della Via Julia Augusta per risalire il crinale ed iniziare il sentiero di ritorno che ci avrebbe riportato al punto d’ inizio dell’ escursione.
Prima della salita decidevamo di fare la pausa-pranzo in un praticello piuttosto selvaggio, con erba lunga ed anche scorpioni che però non ci scoraggiavano! Piuttosto, la sosta ci dava la possibilità di rifocillarci e di degustare alcune specialità regionali (memorabile lo zenzero candito degli Hayoun!)
Il “carburante” ci riempiva di nuove forze per il prosieguo dell’ escursione! Arrivati sul crinale giungevamo poco dopo al “Ciappo del Sale” una serie di pietre calcaree affioranti dal terreno dove ignoti incisori di ignota epoca hanno lasciato testimonianza del loro passaggio con incisioni alquanto difformi e curiose. Proseguendo il cammino sul crinale dove la vista si estendeva fin verso le montagne sopra l’ estremo ponente ligure, ad un certo punto abbiamo lasciato il sentiero che si dirigeva verso la sommità della Rocca di Perti, una delle numerose rocce dei dintorni di Finale famose fra i “free climbers” di tutta Europa, prendendo un sentiero meno evidente e meno percorso che scendeva a precipizio verso il fondo della valle, e raggiungevamo in poco tempo il “Ponte delle Fate” da cui avevamo iniziato l’ escursione. A questo punto i più lontani prendevano il cammino verso casa, mentre alcuni terminavano la giornata in spiaggia approfittando del bellissimo sole di fine pomeriggio.
Per tutti, l’ arrivederci al prossimo anno nel Gan Canyon del Verdon, in Provenza, un luogo magico che già fin d’ ora ci attira e ci affascina!
Claudio Berutti
P.S.
Le foto allegate mostrano esempi dell' amicizia italo-francese!!!