Chi segue con attenzione le vicende della nostra associazione, anche sul piano internazionale, si domanderà perché, passato quasi un mese, non è ancora uscita una relazione sull’Assemblea Internazionale Servas, che si è tenuta a Barcellona dal 19 al 25 Luglio.
Lasciar passare un po’ di tempo, prima di accingermi a scrivere questa nota, come mi ero riproposto, non è stata solo questione di pigrizia ma è stata anche una scelta. Ritengo infatti opportuno fare sedimentare i ricordi e le sensazioni e cercare un maggiore distacco dai problemi affrontati nel corso delle riunioni.
Prima di tutto devo fare pubblicamente gli elogi agli amici spagnoli che si sono dati molto da fare; l’organizzazione è stata ottima, dall’accoglienza dei partecipanti all’aeroporto, ove ci sono state fornite tutte le informazioni necessarie, al confortante trasporto, con un pulmino a noi dedicato, dalla stazione della metropolitana fino a “La Conreria”, alla cortesia e alle attenzioni, che i volontari ci hanno prodigato in tutti i giorni della nostra permanenza.
Il luogo scelto, per gli incontri e il pernottamento, è un enorme edificio, un ex seminario, situato a circa 600 metri, in un posto panoramico e ventilato; chi temeva di patire il caldo della Spagna è stato piacevolmente disilluso. L’atmosfera è sempre stata cordiale; nonostante la difficoltà di comprendersi, data la varietà di lingue parlate, anche per chi non conosce bene l’inglese, è stato facile fare conoscenza di molte persone, dato che, più che il linguaggio, è lo spirito che animava tutti a fare da interprete.
Per quanto riguarda l’andamento dei lavori, tutte le mattinate, eccettuato Mercoledì, in cui è stata organizzata una gita a Girona, erano dedicate all’Assemblea Generale, con una notevole partecipazione (l’assemblea era aperta a tutti, oltre che ai delegati), limitata solo fisicamente dalle dimensioni non adeguate della sala; nei pomeriggi erano stati organizzati vari workshop, alcuni dei quali hanno riscosso notevole successo.
Per quanto riguarda l’andamento dei lavori, nonostante l’impegno dei moderatori, che si sono prodigati a mantenere entro i confini dell’agenda gli interventi dei delegati, si è perso molto tempo dietro a piccole questioni e nella presentazione del “passato” ovvero di tutte le attività svolte dal Comitato Esecutivo uscente e dai vari componenti che formano la struttura organizzativa di Servas International, così come era stata delineata nella precedente assemblea, svoltasi in Tailandia nel 2001, lasciando alla fine i grossi problemi che erano sul tappeto (ad esempio le proposte di Germania, Francia e Stati Uniti, denominate “S3”) e le divergenze tra il Comitato Esecutivo uscente e il gruppo di lavoro denominato “Audit Committee”.
Al Venerdì sera, constatando si dovevano ancora presentare ed eleggere i membri del nuovo comitato esecutivo e che si era accumulato un ritardo di tre giorni sull’Agenda dei lavori, si è formato un gruppo di lavoro per ritagliare, tra tutti i punti che dovevano essere ancora presentati e discussi, quelli indispensabili.
Sabato mattina, dato il tempo limitato e la stanchezza, accumulata nelle precedenti giornate, è andato a vuoto anche il tentativo di mediazione, frutto di un gruppo di lavoro, che si era riunito per parecchie e lunghe ore notturne e che cercava di presentare una ristrutturazione dell’organizzazione di Servas International, partendo dai problemi sollevati dal documento S3 (che però proponeva grossi cambiamenti alla struttura, condivisi quasi esclusivamente dalle tre nazioni proponenti).
Si è deciso, in molti casi, di non decidere e di lasciare le cose così come sono; molte proposte, presentate da molto tempo, tra le quali le nostre due, che tendevano a dare una maggiore democraticità nella costituzione dei comitati esecutivi dei singoli gruppi nazionali e quella per assicurare una maggiore rappresentatività delle persone che si presentano per essere elette nelle diverse posizioni della struttura di Servas International, non sono state neppure discusse.
Per concludere devo dire che la delusione di come si sono svolti i lavori dell’Assemblea, dovuta in buona parte ad una non attenta valutazione dei tempi necessari per ogni argomento e da una non felice scelta dei temi da discutere e dell’ordine con cui erano stati messi nell’agenda, è mitigata dal fatto che, tra i membri del nuovo comitato esecutivo, oltre al nostro valido Claudio Pacchiega, ci sono persone di notevole esperienza e giovani pieni di entusiasmo. Ciò ci fa sperare che i nodi, che non sono stati sciolti, e i problemi, che sono rimasti sul tappeto, verranno affrontati e risolti dal nuovo Comitato Esecutivo Internazionale.
Sarà anche compito di Servas Italia, che è stata complimentata da diversi delegati, sia per la partecipazione attiva, che per lo spirito con cui vengono svolte le attività in Italia, di essere di pungolo e di aiuto alle persone che si sono accollati il gravoso e non semplice compito di far andare avanti e per il meglio l’organizzazione internazionale di Servas.