Sono appena rientrata da una manifestazione per celebrare la Giornata della Memoria promossa dall'ISSRA (Istituto Sardo per la Storia della Resistenza e dell'Autonomia).
Sarebbe stata una cerimonia commovente, se commovente non fosse quasi un insulto riferito a un evento tanto drammatico come lo sterminio portato avanti con grande lucidità nei lager nazisti.
La manifestazione è quasi un momento di raccolta spontanea della popolazione, durante la quale per non dimenticare si leggono brani, poesie, testi cantati e non, di vario tipo. E ci si riunisce per non dimenticare che quello che è successo potrà risuccedere, che sta succedendo anche ora in molte realtà e che, come è successo allora, tutti sanno ma volgono lo sguardo altrove.
L'unico testo letto stasera di cui ho una copia è un brano letto da una rappresentante dell'AGEDO (Associazione di genitori, parenti e amici di omosessuali).
Volevo rendere partecipi anche voi, in minima parte, della manifestazione.
"C'è forse una sola cosa più angosciosa che essere vittima di uno sterminio pianificato e praticato con disumana ferocia dai tuoi simili. Che questo sterminio sia dimenticato, negato, irriso."
Benvenga “la giornata della memoria”, con cui riconosciamo il male fatto e possiamo riconoscere il male che stiamo per fare.
Benvenga “la giornata della memoria” che, celebrando il ricordo del genocidio, ci da l'occasione di recuperare, da un ingiustificabile oblio, la persecuzione nazista nei confronti di altre minoranze .
Gli ebrei pagarono il tributo più alto al crudele piano di sterminio nazifascista, con sei milioni di vittime. Ma vi furono anche altre minoranze che subirono la persecuzione, la deportazione e l'eliminazione: i Testimoni di Geova, i Rom, i Sinti, gli asociali, i disabili psichici, gli handicappati, le prostitute, gli alcolizzati cronici e altri gruppi ancora, fra cui gli omosessuali.
Il triangolo rosa, che questi ultimi dovevano portare cucito sugli abiti, era, approssimativamente, il doppio della superficie degli altri triangoli: dunque, erano ben visibili .
Tra i prigionieri occupavano il livello gerarchico più basso e degradante, accanto agli asociali e dopo gli avversari politici, le persone “di razza inferiore” e i criminali.
Furono oggetto di studi ed esperimenti scientifici; i nazisti li usarono, principalmente, per ricercare un metodo che li costringesse ad una “inversione di tendenza”: gli furono iniettati ormoni sintetici, furono castrati.
Furono cavie per lo studio sul tifo e sulla sterilizzazione femminile.
1945: la Liberazione. Le leggi antisemite vennero subito abrogate. Le leggi contro gli omosessuali no.
La loro persecuzione continuò anche nel dopoguerra: furono trattati come pervertiti e, al pari dei criminali, non furono riconosciuti come prigionieri dei campi e non poterono chiedere alcun indennizzo.
Il disprezzo e la discriminazione degli omosessuali nel dopoguerra e, purtroppo, ancora oggi, hanno fatto sì che molte vittime abbiano preferito restare nell'ombra, non rendersi visibili per non diventare, ancora una volta, delle vittime e degli emarginati della società.
Milioni di persone subirono le atrocità del nazismo: tutte devono essere ricordate, senza alcuna differenza, con uguale dignità.
Il ritardo con cui abbiamo avuto notizie sulla persecuzione degli omosessuali rappresenta il tragico fallimento che la nostra società ha dimostrato nel cogliere l'insegnamento della storia. Non dobbiamo mai dimenticare, non dobbiamo permettere al mondo intero di dimenticare, che la degradazione di qualsiasi membro della famiglia umana mette a rischio la vita, la libertà e la dignità di tutti.
Notizia inserita il: 28-01-06 Creata da: Maria Gloria BORSA [3151]
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