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- SERVAS GIOVANI: eccoli, ci sono!!! E cominciano a partecipare!!!! Un messaggio da Cristina (Il Comitato di Redazione ne aspe
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Ciao a tutti, sono Servas da tempo immemorabile, ho 27 anni e la mia famiglia ha incominciato a ricevere i primi ospiti credo dall’86, quindi sono quasi 20i anni… quando ci penso trovo che è pazzesco e meraviglioso al tempo stesso. Abbiamo ricevuto moltissime persone e tante altre si sono passate la voce tra loro per venirci a trovare, alcuni sono tornati dopo anni con mogli mariti e figli, altri ci hanno ospitato a casa loro…Dovunque vado e con le persone con cui condivido valori importanti gli parlo del Servas e spesso anche se non tutti vincono le proprie reticenze familiari, personali, linguistiche, logistiche (il più favoloso Servas che abbia mai incontrato, si trova a Milano che ospita in una casa di non più di quattro metri quadri) l’importante è che sappiano che qualcosa di così semplice e rivoluzionario esiste e può esistere!!! Complimenti alla redazione che da quando, da qualche anno è cambiata, si riesce a leggere con piacere il notiziario ed è colmo di idee. Qualche anno fa scoprii con meraviglia quel bellissimo testo di Bob Lutweiler che parlava del Servas, come studio, viaggio e lavoro. Quanto era grande l’idea e quanto ancora c’è da fare! Credo che la parte migliore per attirare i giovani è sulla scia di quella proposta di qualche anno fa di un campo di condivisione-laboratorio (credo fosse nella zona di Torino). I campi (tipo quelli di Legambiente hanno un discreto seguito anche se a volte l’organizzazione non è delle migliori) sono secondo me l’”esca” migliore per “catturare” i giovani nel Servas. Si possono pensare attività e laboratori di vario tipo, dalle danze popolari, allo yoga, aperto anche ai giovani non italiani, poi in quella settimana si può far capire concretamente e spiegare cos’è il Servas…non so, queste sono idee, o magari fare una settimana di itinerario italiano andando a parlare con delle famiglie che testimoniano un luogo o scelte di vita particolari, oppure qualcosa che assomigli ad Avventure nel Mondo, ovvero dei viaggi semi organizzati per gruppetti di piccoli di persone con alloggio presso famiglie Servas… Leggendo l’articolo di Bruno Manfredi concordo con lui nel calo dei giovani, ma a volte per uscire dagli schemi della vacanza tradizionale bisogna avere un traino, qualcosa e qualcuno che faccia da punto di aggregazione, per questo fare un “semi-pacchetto” vacanze Servas sapendo di trovare qualcuno con cui viaggiare potrebbe essere il punto di contatto per i nuovi….bisogna conoscere qualcuno che spieghi e testimoni certi valori…. Sono invece in disaccordo con lui quando afferma “molti usano Servas come seconda alternativa: organizzano un viaggio e poi si portano dietro la lista Servas come riserva e ne fanno un uso limitato” beh io non la vedo come una cosa negativa, anzi avendone fatta l’esperienza, direi che un viaggio solo Servas è faticoso non solo per problemi logistici di reperimento degli ospiti, ma perché essere sempre in relazione con persone diverse ogni due giorni mentre si viaggia stanca anche il miglior pr! Io non metterei dei limiti. Ho sentito alcuni Servas lamentarsi perché tanti giovani americani lo prendevano come un modo per risparmiare, non credo si possa essere integralisti, magari è vero che si risparmia e che quella era l’idea con cui erano partiti da casa, ma vi assicuro che più il viaggio procede e più hanno occasione di imparare e mettersi alla prova. Un’altra considerazione è sul fatto che i Servas italiani che ospitano hanno un’età tendenzialmente alta: questo è gran rischio di chiudersi nelle proprie visioni personali di Servas ed è uno dei motivi perché io non ho più partecipato a qualche cena Servas, insomma va bene che non ho limiti, ma farsi una chiacchierata anche con qualcuno più vicino alla mia età che non a quella dei miei genitori può anche farmi piacere! Capita spesso che molti vengono a conoscere il Servas mentre viaggiano, bene ben venga! Proprio questa settimana su Internazionale c’è un bell’articolo su Cacciatori di Divani, dove alcuni giovani hanno fondato la loro organizzazione via web per lo scambio di ospitalità, certo magari è diverso perchè nel Servas c’è molto di valori in più, ma questo manifesta come i giovani comunque ci sono! Anzi vi segnalo i link che ho trovato sull’articolo www.coachsurfing.com e poi www.hopsitalityclib.org e www.globalfreeolanders.com . Ho notato, come in molte altre associazioni, che le persone hanno pluriappartenenze e quindi spesso si è impegnati in altre associazioni, quesrto secondo me è uno dei motivi per cui presi da mille cose si partecipa anche poco con i resoconti di viaggio o quanto altro ha bisogno il Servas per vivere (oltre all’opsitalità). La merce più rara in casa mia sono stati proprio i Servas italiani!!! Qualche volta si parlava con altri della necessità di una maggiore visibilità del Servas, è un argomento delicato e sempre un’arma a doppio-taglio perché la qualità deve rimanere alta, ma per un futuro in Italia dell’associazione bisogna coinvolgere sempre più giovani. Resistere, resistere, resistere malgrado gli 11 settembre, la disoccupazione e l’economia!!!! Spero che il mio contributo possa essere d’aiuto! A presto Cristina Di Fino Quello che amiamo ci modella W.Goethe
Notizia inserita il: 21-03-06 Creata da: Maria Gloria BORSA [3151]


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