Continuamente, nella mia vita, organizzo viaggi che mai farò. Forse perché a volte mi basta immaginare di partire, di conoscere, di scoprire per sentirmi già appagata. Questa volta, però, ho viaggiato davvero.
Ad aprile stavo organizzando le vacanze estive dei nostri figli, cercando di offrire loro una alternanza tra vacanza vera e centri estivi; ho chiesto ad Angelo, mio marito, se riusciva a prendere una settimana di ferie a giugno, luglio e agosto, ma non gli era possibile in ciascuno dei tre mesi, così ho deciso: a luglio vado in Inghilterra con i bambini! A me da ragazza piaceva molto, e desideravo permettere ai bambini di 'sentire' (con olfatto, udito, gusto) oltre che 'vedere' un Paese da me amato, ma soprattutto di capire che in ogni luogo la persona ha un suo valore, una sua ricchezza, e che nonostante le apparenti differenze, il confronto ci aiuta ad amare e rispettare gli altri.
Il primo problema è stato riuscire a trovare, con una discreta certezza, famiglie disposte ad ospitare un gruppo abbastanza numeroso e piuttosto impegnativo, visto che era formato da una mamma con tre figli ancora piccoli (Teresa ha 9 anni, Cecilia ne ha 8 e Francesco 5!).
Il mio personale timore era poi quello di riuscire ad affrontare da sola tutti gli spostamenti necessari e a saper instaurare un dialogo con chi ci avrebbe ospitati senza trascurare i bambini.
Infine mi ci è voluta quasi una settimana per organizzare i bagagli in modo da avere tutto l'indispensabile in uno zaino (piccolo) ogni bambino e uno zaino (grande) per me; mi sembrava infatti necessario non invadere le case di chi ci apriva le proprie porte!
Finalmente siamo partiti.
All'arrivo a Stansted abbiamo trovato Mary ad aspettarci: si era infatti offerta di venirci a prendere all'aeroporto! Abbiamo gioito al vederla come come se avessimo ritrovato un parente. Ci ha portati a casa sua (distante circa 25 Km) dove abbiamo conosciuto anche Roger. Hanno un giardino molto affascinante, con piante e cespugli, stradine, stagni, amaca...
Insieme abbiamo condiviso i pasti, giocato al parco giochi, e provato a scrivere con le penne di corvo!!
Dopo due giorni siamo partiti per Londra per conoscere la coordinatrice, Ruth, sempre tanto impegnata per il proprio lavoro e in questo periodo anche per lavori di ritinteggiatura e ripavimentazione della propria casa. Abbiamo così apprezzato ancora di più la sua disponibilità ad accoglierci e a dedicarci il suo tempo.
Ancora uno spostamento, in un'affascinante antica casa a più piani, da una coppia londinese, Joanna e Richard con la quale ho avuto la piacevole possibilità di discutere di diversi argomenti.
Nei nostri giorni a Londra abbiamo visitato molto e viaggiato molto in metropolitana, ma, soprattutto, abbiamo – sorprendentemente! - patito il caldo: addirittura in alcune zone di Londra c'era il razionamento dell'acqua. I parchi, notoriamente verdi, erano giallini; così i bimbi ricordano come esperienza più bella quella di giocare nell'acqua vicino al Tower Bridge!
Nuova partenza verso Cambridge, dove abbiamo trascorso tre bellissimi giorni con Lorraine, Mark e i loro tre figli Sean, Joseph e Beth. I miei bambini hanno potuto giocare con i propri coetanei e, finalmente, hanno cercato di esprimersi in una lingua straniera. Io mi sono confrontata con genitori di bambini ancora piccoli, scoprendo che le fatiche e le gioie si somigliano molto.
Ed infine, arricchiti di tante esperienze, ci portiamo a casa una costatazione: dai Servas ci si sente sempre come a casa propria, in famiglia.
Alessandra
Notizia inserita il: 10-10-06 Creata da: Francesca GUARATO
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