Mi chiedevo oggi sull'autobus mentre andavo in ufficio cosa succedesse in Italia per l'8 marzo (qui a Houston praticamente non esiste...).
Mi lascia sempre un po' perplessa pensare a questo anniversario che quasi non si celebra piu', di cui pochi sanno le reali origini.
E la lotta? Le donne unite per i loro diritti, a casa e fuori? Le ragazze con le mimose a darsi la mano e cantare alle manifestazioni?
Ho trovato questo articolo sul Manifesto e ve lo propongo, insieme alla petizione.
Per una pace al femminile.
Maria Gloria Borsa
Responsabile Servas per l'informazione
(Dal Manifesto 8 marzo 2007)
Domenica scorsa 33 donne iraniane sono state arrestate mentre manifestavano all'esterno di un Tribunale dove cinque di loro venivano processate per avere chiesto una legislazione che difenda i diritti delle donne invece di discriminarle o infliggere loro pene barbariche come la lapidazione.
Un appello, "Sosteniamo la lotta delle donne iraniane", è stato diffuso in occasione dell'8 marzo e può essere firmato scrivendo a iranfreepress@libero.it (per informazioni, Leonardo Rafat al 335-1024618).
Nel testo si legge, fra l'altro, che «Le donne iraniane hanno denunciato con chiarezza, e con coraggio, chi, in nome della religione e dell'islam, si oppone alle libertà politiche, sociali ed individuali, dimostrando nei fatti
che non esiste un femminismo islamico e nemmeno i diritti umani islamici, e che essere musulmani
non significa negare alle donne, alle minoranze etniche e religiose, ai giovani e agli operai, i loro diritti». Come gli studenti del Politecnico Amir Kabir, che a dicembre sfidarono Mahmoud Ahmadinejad, gridando
"no alla dittatura, sì alla democrazia"» prosegue l’appello, «anche il movimento delle donne iraniane lancia una sfida a questo governo, e ribadisce di voler celebrare, nonostante gli arresti di domenica, la giornata
internazionale della donna, l’ 8 marzo.
«Il movimento delle donne ha bisogno dell'appoggio internazionale, del sostegno dell'opinione pubblicamondiale ... per poter continuare a sfidare l'attuale governo e tutti coloro che nella Repubblica Islamica, in nome della religione si oppongono alla democrazia. L'Iniziativa per la Libertà d'Espressione in Iran, facendosi portavoce delle richieste del movimento delle donne in Iran, chiede a tutte le donne e
gli uomini liberi che credono in valori universali come democrazia e libertà, di esprimere la loro solidarietà con le 33 femministe arrestate, che hanno iniziato uno sciopero della fame nel carcere di Evin».
Notizia inserita il: 08-03-07 Creata da: Maria Gloria BORSA
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