All’assemblea nazionale di Marino del 29 aprile scorso qualche socio chiede
di permettere a tutti gli iscritti l’accesso diretto alle liste, on-line e
senza passare attraverso il coordinatore. La richiesta non è avanzata qua
per la prima volta, ma fino ad ora la risposta era sempre stata breve e
definitiva: diversi paesi sono contrari, quindi non se ne fa nulla. Ma ora
c’è il fatto nuovo della Turchia, primo paese ad aver deciso di rendere
accessibili i suoi dati on-line. E così si comincia a pensare che, forse,
con tutte le cautele del caso, anche l’Italia potrebbe fare questo passo: se
ne discuterà nei prossimi comitati esecutivi. Magari rendendo visibile solo
una parte dei dati di ciascun socio, forse quelli riguardanti gli interessi
personali. Si vedrà. Personalmente, trovo che l’accesso on-line sia
auspicabile, ma, per quanto mi riguarda, non per il motivo che in genere
viene addotto: trovare rapidamente un ospite, senza avere il fastidio di
contattare il coordinatore, farsi consegnare la lista cartacea, renderla in
tutta fretta se nel frattempo è stata richiesta da altri iscritti, scrivere
ai possibili ospitanti con un certo anticipo, ecc. Specialmente riguardo
all’ultima questione, le nostre liste- tutte, non solo quelle italiane,
prevedono che il socio PA possa indicare con quanto anticipo desidera essere
contattato. Si va dai due-tre giorni previsti dalla scheda a una settimana a
quindici giorni. Per me è importante la comodità dell’accesso, ma non ho
velleità di “trovare” all’ultimo momento. Lasciando da parte il fatto che
Servas “non è un albergo”, io amo la lentezza. Il mio viaggio comincia
qualche mese prima con le fantasticherie sugli atlanti, lo studio della
storia e delle tradizioni del paese, e anche, da quando sono iscritta
all’associazione, attraverso il contatto con i possibili ospiti. I miei
contatti sono sempre via e-mail (a meno che, raramente, il socio ne sia
sprovvisto) e questo ha dato origine, nel caso dei miei due viaggi in
Australia e USA, a uno scambio di mail, a volte anche lunghe, che ci hanno
permesso di conoscerci. Come Servas, in cosa crediamo? Nel turismo
mordi-e-fuggi, nel fast-travelling, parente stretto del fast-food, o nella
lentezza che necessariamente caratterizza il viaggio per la conoscenza, di
sé e degli altri. Quanto a me, credo nella rapidità e comodità dell’accesso
e nella lentezza del viaggiare. Mi sembra che uno degli aspetti
caratterizzanti di Servas sia proprio nel fatto che i suoi membri si
conoscono direttamente tra loro, presupposto di amicizia e non solo della
possibilità di fruire dell’ospitalità. Certo, far parte di una struttura
come Hospitality Club richieda una grande disponibilità personale,
generosità nell’incontrare colui o colei che ci è completamente sconosciuto,
se non per il profilo che se ne ricava dal sito. Ma ciò che io voglio
sottolineare è che la “territorialità” di Servas ha il vantaggio del
contatto non sporadico e occasionale con persone che condividono un ideale e
si sforzano di attuarlo praticamente, senza impedire, allo stesso tempo, di
allargare costantemente il cerchio delle amicizie e conoscenze.
Servas è nato in un’epoca in cui, per la gente comune, non era neppure
immaginabile una rete mondiale come quella che si è venuta costituendo negli
ultimi decenni e io credo che noi dobbiamo sfruttare tutti i mezzi a
disposizione. Internet è uno strumento che permette di fare rapidamente ciò
che in passato richiedeva ore o giorni e così di liberare tempo per
meditare, giocare, incontrare. Rispetto ad altre associazioni solo virtuali,
la ricchezza di Servas consiste nel poter abbinare i vantaggi dei due modi
di comunicazione, diretto e virtuale, e credo che nelle assemblee regionali
sia arrivato il momento di chiedere a ciascuno di pronunciarsi sulla
eventualità, più volte prospettata, della consultazione delle liste on-line,
ma che solo nell’ultima assemblea nazionale è stata, per la prima volta,
disegnata in modo concreto, anche se limitatamente alle sue grandi linee.
Ora che un paese ha deciso di incamminarsi comunque lungo questa strada,
l’ipotesi non può più essere liquidata facilmente.
Molti paesi e molti soci paventano l’attentato alla privacy e il pericolo di
rendere noti dati sensibili. Tralascio ora i problemi di tipo legale legati
alla questione, per i quali certamente sarà possibile trovare una soluzione,
e considero solo quelli di tipo personale: il timore di essere invasi da
spam, minacce, reperibilità indesiderata, ecc. Ma proprio il gesto di Servas
Turchia, d’altra parte, ci dice dell’atteggiamento positivo riguardo al
desiderio di essere contattati, di essere più visibili e raggiungibili.
Ora, per tornare ai valori fondanti di Servas, la lista on-line non deve
essere considerata con due pesi e due misure diversi, dal socio in quanto
ospitante e dal socio in cerca di ospitalità. Poiché spesso chi in quanto
ospitante appare geloso della sua privacy, in quanto viaggiatore è ansioso
di giungere rapidamente allo scopo. Servas non è un’agenzia di viaggi, sono
stata costretta a fare presente a chi si dava pensiero per la rapidità
dell’informazione sull’ospitalità due giorni prima della partenza. Un modo
di agire il quale, se non sempre puramente utilitaristico (mi piace anche
l’idea di un viaggio deciso all’ultimo momento), certo imbarazzante per chi
è chiamato a soddisfare la richiesta.
Quanto alla struttura della lista on-line, prima ancora che un elenco di
nomi e indirizzi, essa potrebbe presentarsi come un condensato di interessi
ed esperienze, se non di nomi e indirizzi, ai quali poter accedere in
seconda istanza. Ricordo che Hospitality Club, tanto per citare
l’associazione più famosa e conosciuta fra quelle esclusivamente on-line, ha
un sistema di protezione dell’identità degli associati basato su un duplice
accorgimento: i soci vi compaiono con un nickname (raramente con nome e
cognome anagrafici, possibilità che hanno comunque facoltà di scegliere) e
possono non indicare il proprio indirizzo e-mail, facendo passare tutte le
comunicazioni attraverso il filtro dell’indirizzo di posta elettronica del
Club, che provvede a bloccare lo spam, messaggi offensivi, minacce, ecc.
Naturalmente, una volta stabilito il contatto, ospite e ospitante possono
scegliere se continuare lo scambio attraverso canali più familiari, senza il
filtro protettivo-controllo di quella associazione.
In Servas, se e come apparire on-line potrebbe essere lasciato alla scelta
dei singoli e l’accesso elettronico subordinato al possesso della lettera di
viaggio. Al momento l’accesso alle liste cartacee è riservato ai soci in
regola con la lettera di viaggio, ma sappiamo anche che, se si vogliono
contattare i possibili ospitanti con un certo anticipo, com’è consigliato
dalle stesse istruzioni ai viaggiatori, le liste vengono fornite concedendo
fiducia al socio che ne fa richiesta. Il quale, peraltro, se facesse la LOI
con i due-tre mesi di anticipo necessari per programmare il viaggio, se la
vedrebbe scadere non dopo l’anno prescritto, ma appunto con quei tre o
quattro mesi di anticipo. Perciò si potrebbe pensare di modificare il
periodo di validità della lettera, da un anno a quindici o diciotto mesi. Il
numero del bollino ad essa corrispondente potrebbe essere usato come
password per l’accesso alla lista on-line e questo costituirebbe la garanzia
che il socio è realmente tale, in ordine con i versamenti delle quote
sociali e in possesso di lettera. In più, il socio potrebbe inviare per via
elettronica, immediatamente, la sua LOI ai soci ai quali chiede ospitalità.
E’ pur vero che, in tal modo, egli dovrebbe sempre passare attraverso il
coordinatore, ma almeno non avrebbe più la preoccupazione della lista
cartacea da restituire e fruirebbe in qualunque momento di un mezzo più
comodo e rapido. L’accesso tramite numero del bollino sarebbe disattivato
immediatamente alla sua scadenza. Tutto ciò, ribadisco, facoltativamente,
per due motivi. Il primo è costituito dalle remore di chi teme, a mio parere
solo in parte con fondatezza, l’attentato alla privacy rappresentato dalla
comparsa dei propri dati su un mezzo che ritengono poco sicuro e di facile
accesso. Il secondo dal fatto che non tutti hanno dimestichezza col mezzo
elettronico e preferiscono quelli più tradizionali.
Nel momento in cui si pensa di cambiare in tutto o in parte il supporto
delle liste Servas (al di là di alcuni altri problemi pratici che non è il
caso di ricordare qua) propongo che si rifletta sul senso dell’iscrizione a
Servas e sul senso del viaggio. Mi sembra che l’Intelligent Road Map in
corso di costruzione ribadisca proprio il senso del viaggio per la
conoscenza e non solo per turismo. Fino ad oggi, non mi sembra che alcuno
dei soci abbia mai proposto di trasformare Servas in un’associazione
completamente virtuale. Se così fosse, essa diventerebbe qualcosa di
completamente diverso da ciò che i fondatori e buona parte dei soci
desiderano sia. Ma Servas com’è oggi può e deve usare tutti i mezzi a
disposizione per diffondere i suoi ideali e permettere ai suoi soci di ogni
parte del mondo di offrire e chiedere ospitalità.
Beatrice Boccardi
Notizia inserita il: 15-05-07 Creata da: Maria Gloria BORSA [3151]
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