Dopo tanto parlare, immaginare, sognare di Latinoamerica finalmente è arrivato il momento per noi di partire per l’Argentina! E di entrare finalmente nel mondo dei Servas!
Siamo partite a metà Dicembre e Buenos Aires ci ha accolte con calde giornate assolate e montagne di frutta estiva che, per noi, stonavano con i canti e gli addobbi natalizi che risuonavano e sberluccicavano ovunque.
Espletati i piacevoli obblighi familiari (un matrimonio e un gran numero di asados) abbiamo iniziato il nostro viaggio verso il nord.
A Cordoba - il 24 dicembre alle 8 del mattino!- ci ha accolto la nostra prima amica servas-non servas, ovvero Carina, la fidanzata di un neo membro talmente disponibile da metterci a disposizione, a mezzo della suddetta fidanzata, il suo appartamento per passarvi il Natale. Ci è spiaciuto non incontrare Julian, dai suoi per le feste, però abbiamo visitato la città insieme a Carina la quale, studentessa di turismo, si è dimostrata una validissima guida! Non potevamo immaginare inizio migliore, ci siamo subito sentite sotto l’influsso di una buona stella.. come il resto del viaggio ha poi confermato!
Abbiamo proseguito verso il confine con la Bolivia assaporando il graduale avvicinarsi delle Ande e dei suoi abitanti, così diversi dai porteños e dai cordobesi. Salta così brulicante di vita, Purmamarca, un paesino minuscolo del colore della terra alle pendici della montagna dai sette colori, Tilcara, Humahuaca, paesi in cui l’incontro con i tanti viaggiatori fa sì che la voglia di andare avanti, verso la Bolivia si faccia incontenibile. A Tilcara ci ha colte quasi di sorpresa anche il Capodanno, questa volta in compagnia di Christian, un navigatissimo Servas di Jujuy da cui abbiamo imparato un sacco di cose sulle abitudini locali.
Era ormai tempo di entrare in Bolivia. Nei mesi e nelle settimane precedenti la situazione socio-politica era un po’ in subbuglio.. Il governo di Evo Morales, primo presidente indio ed ex-cocalero, sta compiendo innovative riforme che tendono ad una maggiore uguaglianza tra i vari gruppi etnici, in un clima di fortissima contestazione da parte di un’opposizione assai agguerrita. Si tratta in particolare di quella parte del paese che si situa nelle zone della Mezzaluna, terre situate ad altitudini più basse, molto fertili e ricche d risorse, che non ha nessuna intenzione di rinunciare ai secolari privilegi di cui gode. Al punto che vi è chi parla di secessione. Il clima è quindi teso, a Novembre e Dicembre del 2007 ci sono stati scontri anche violenti che hanno cominciato a scoraggiare i viaggiatori. Anche noi eravamo un po’ titubanti così ci siamo rivolte ai Servas boliviani che ci hanno spiegato un po’ il loro punto di vista tranquillizzandoci molto e ricordandoci che durante le feste tutto si sarebbe temporaneamente placato. E così è stato. Ora sono in corso trattative e la strada verso l’approvazione di una nuova costituzione prosegue, pur tra le mille difficoltà.
La prima zona che abbiamo visitato è stata l’area sud occidentale che ci ha affascinato con i suoi paesaggi maestosi. Abbiamo viaggiato per quattro giorni sull’altipiano tra 4000 e 5000 metri, tra lagune di ogni colore, vulcani innevati, geisser bollenti, alpaca, lama, fenicotteri d’alta quota.. e poi il desetro di sale, uno spettacolare specchio magico in cui cielo e terra si confondono dando quasi il capogiro, che emozione! Siamo state impressionate dalle meraviglie dell’aspra natura andina e dal lavoro di chi ci ha guidato; chissà come dev’essere percorrere per anni le stesse strade, che richiedono una conoscenza attenta e rispettosa, attraverso questa natura che solo per noi ha il fascino del nuovo e incontaminato..
E’ stato un susseguirsi di sensazioni e immagini contrastanti, paesaggi incantevoli, umanità colorata e amichevole, ma anche la consapevolezza che tanta immediatezza cela una durezza di vita difficile per noi da immaginare..
A Potosì si respira, oltre alle nuvole nere di fumo che escono dai tubi di scarico degli autobus giapponesi di seconda mano, ancora un po' l'atmosfera della ricca città mineraria che fu un tempo. La visita al Cerro Rico, le immagini dei bambini e le parole dei minatori riportano però subito alla realtà inumana della miniera.
A Cochabamba ci siamo riposate un paio di giorni a casa di una Servas molto accogliente (oltra a noi ospitava altre due persone!) e ci siamo dedicate meticolosamente ad assaggiare tutte le specialità della città più nota della Bolivia per la sua arte culinaria!
Poi abbiamo proseguito il viaggio che ricordava un po’ una grande caccia al tesoro per tutta la Bolivia in cui si incontravano i viaggiatori/partecipanti ora qua ora 200km più a nord, tutti diretti verso la Paz!
La Paz è adagiata in una conca a 3600 metri circondata ripide pendici sulle quali si abbarbicano un'incredibile moltitudine di case e casette che sembrano aggrapparsi le une alle altre per non rotolare giù.
Qui, insieme a Ricardo, un signore italiano che vive qui da trent'anni e lavora per una ong che ha progetti nelle carceri abbiamo conosciuto alcuni dei ragazzi del carcere di massima sicurezza. Sono un'ottantina di persone di cui la maggioranza giovanissimi, qualcuno addirittura minorenne, che hanno condanne di trent'anni da scontare in questo angolo di mondo a 4000metri, in aperta campagna battuta da venti incessanti. Sembra molto più lontano di quello che è dalla confusione animata della città. C'è un'atmosfera stranamente tranquilla, nonostante l'ambiente sia piuttosto triste e squallido, i ragazzi sono molto socievoli, soprattutto con le ragazze dato che non hanno visite frequenti. Le sensazioni sono molteplici, confuse e magari contrastanti ma viene voglia di tornarci.
Di La Paz, in ogni caso, mi porto dietro il ricordo del suo caos multicolore ma soprattutto l'immagine delle mille luci che appaiono come per magia quando il sole si addormenta.
Parlo ormai in prima persona perché mentre io, prima di partire, ho avuto solo il tempo di un tuffo nel sole e nel tango di Buenos Aires, in compagnia di un altro ospitalissimo membro Servas, la mia compagna di viaggio sta proseguendo il viaggio verso il Perù, ancora La Paz e poi chissà…
Notizia inserita il: 26-03-08 Creata da: Giuliana CUPI [4921]
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