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- Questione morale, democrazia partecipativa e Servas: il 5 e 6 luglio in Toscana a Pistoia - incontro Servas INVITO…
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la richiesta di dimissioni e il silenzio del CE; la commemorazione di Pippa Bacca…

 

 

Questione morale, democrazia partecipativa e Servas: il 5 e 6 luglio in Toscana a Pistoia - incontro Servas

 

Prima di entrare nello specifico dei temi che saranno discussi in preparazione di questa assemblea estiva, voglio commentare quanto successo nel mese di maggio.

 

Con una email, a causa della quale ho poi ricevuto varie offese, ho richiesto tempo fa le dimissioni di Vito Fortezza e di Mario Burlando. Le ragioni di tale richiesta che alcuni considerano non pacifista, sono legate alla questione morale, partecipativa e di rappresentanza.

 

I diretti interessati non mi hanno mai risposto nel merito, ma ho ricevuto circa una settantina di email da altri soci con le quali sono state espresse varie posizioni di pensiero.

 

A causa della carenza comunicativa da parte dei dirigenti nazionali di Servas sulle due questioni: mancato tempestivo riconoscimento ufficiale di Pippa Bacca e conflitto di interessi all’interno della Commissione Dolphin, faccio ancora veramente difficoltà a comprendere cosa pensino sia il Comitato Esecutivo che gli altri, che hanno cariche di responsabilità, su entrambe le due questioni.

 

Con vari messaggi la discussione è stata infatti poi spostata sulla necessità sacrosanta di un forum, che pur essendo corretta in sé, nulla ha a che fare con I conflitti di interesse e con il fatto che il nostro Presidente abbia disertato fisicamente e non solo il funerale di Pippa Bacca, demandando la presenza ai soci Milanesi e ad altri volontari, che per quanto prestigiosi, non rivestono cariche rappresentative negli organismi attuali.

 

L’unico atto formale noto preso dal CE, dopo il mio messaggio, che risulti avere un minimo di relazione con quanto da me scritto, è la delibera del 1’ maggio con la richiesta ufficiale ai probiviri di valutare se le forme da me utilizzate erano o meno coerenti con la natura dell’associazione.

 

A norma di statuto, I probiviri dovrebbero fornire una risposta scritta anche alla interpellanza di un socio. Ecco, prima della richiesta del CE la mia email chiedeva ai probiviri di fornire tale risposta sulle questioni sollevate, ma sembra che l’esercizio di questa facoltà statutariamente sancita non abbia dato risultati, almeno sin ora. Che non abbiano ricevuto le mie comunicazioni?

 

Adesso è nostra ferma intenzione rilanciare, almeno in Toscana, la questione morale, per riflettere insieme se pacifismo debba voler dire non esprimere ciò che si pensa, perché spiacevole o scomodo o se invece sia necessario organizzare una partecipazione attiva, viva, creativa e vigile che consenta l’espressione del dissenso critico anche quando questo manifesta concetti e soluzioni che non si condividono.

 

Del resto, la proposta di dimissioni non è, come alcune considerazioni farebbero pensare, un atto di guerra, ma l’esercizio della democrazia partecipativa che si esprime proprio con la formulazione scritta dei propri pensieri.

 

Non a caso ho voluto ospitare un giovane Colombiano rifugiato politico, quest’anno, nella nostra assemblea, che ci racconterà la storia di suo padre, un sindacalista professore universitario che a causa della sua volontà ad esprimere ciò che pensava fu rapito, torturato e poi ucciso da forze paramilitari ostili alla libertà di pensiero, che non ammettono il dissenso critico e agiscono all’ombra del potere ufficiale.

 

Ecco, a mio parere, dov’è la violenza. Tutt’altro che nel richiedere dimissioni e denunciare fatti: ma nel non ammettere la comunicazione contraria, nel rifiutare il confronto, nel tacere per agire nell’ombra, rapire, torturare e uccidere.

 

Chi non teme il confronto comunicato è democratico e pacifista e tutt’altro che violento.

 

Dichiarare ciò che si pensa anche quando si attirano reazioni ostili di chi non sa stare al gioco della democrazia e della libertà di pensiero e di espressione, non è un atto di guerra, ma tutt’altro è comunicazione diretta e pace in quanto chiarisce, permette di replicare, permette di agire per comprendersi.

 

Mao Valpiana, direttore della rivista “Azione nonviolenta”1 ha detto che la comunicazione è centrale per la non violenza e che lo aveva capito subito Aldo Capitini volendo chiamare la sua rivista “Azione nonviolenta” per significare che nel comunicare c’è anche l’azione dentro. Le notizie servono e sono utili se spingono ad agire, a cambiare: se è una notizia negativa a mobilitarsi perché questo evento negativo non accada più o sia riparato, se è una buona notizia magari a imitarla a replicarla.

 

A quanti avranno la pazienza di ascoltare e replicare risponderemo.

 

 

 

 

 

Sommario:

 

Organizzazione dell’incontro

Contenuti dell’incontro regionale e temi in discussione

Email inviata da Giovanni Crisonà ad alcuni iscritti Servas con la richiesta di dimissioni e altre proposte

Brevi citazioni di commenti ricevuti da parte dei soci su Servas e la figura di Pippa Bacca

Brevi citazioni di commenti ricevuti da parte dei soci su questione morale, trasparenza e partecipazione in Servas

 

 

 

 

 

 

 

Organizzazione dell’incontro

 

Pistoia, 5 e 6 luglio 2008.

 

Come nell’anno passato, a questo primo messaggio seguirà l’organizzazione di dettaglio dell’incontro alla quale tutti quelli che lo desiderano possono dare un contributo proponendosi con idee e cose da fare. Naturalmente i soci Toscani sono quelli più impegnati in questo, ma anche altri soci di altre regioni saranno i benvenuti se si faranno avanti.

 

Per l’alloggiamento di tutti ci avvarremo delle nostre case e in caso di esaurimento di posti troveremo altre soluzioni; per questo raccomando di affrettarsi nel prendere contatti per il pernottamento chiamandomi al numero 3933342353 dopo le 21.30.

 

Contenuti dell’incontro regionale e temi in discussione

 

In linea di massima abbiamo già una base di iniziative anche ludiche sulle quali ci stiamo organizzando, ma il programma definitivo sarà emesso solo dopo aver atteso il consueto contributo di tutti.

 

Per i dibattiti, abbiamo già assicurata la presenza di Rosalia, una delle sorelle di Pippa Bacca, che ci aiuterà a commemorare la figura e il messaggio di questa nostra socia caduta per la pace. In suo onore svolgeremo un incontro aperto anche alla cittadinanza.

 

Un altro argomento di discussione sarà introdotto invece dalla testimonianza di Jorge, un giovane rifugiato politico Colombiano che ci racconterà la storia di suo padre, torturato e ucciso da forze paramilitari in quanto sindacalista attivo nella università.

 

In ultimo e come di consueto, parlando della organizzazione di Servas discuteremo il tema della questione morale e della democrazia partecipativa. Prenderemo spunto dalle vicende che ci riguardano per riflettere su proposte e iniziative possibili.

 

Per facilitare la preparazione dell’incontro abbiamo già raccolto del materiale che, per coloro che avranno pazienza di leggere, è già disponibile più sotto.

 

Spero davvero che l’invito venga raccolto con entusiasmo e voglia di partecipare.

 

Cordiali saluti

 

Giovanni Crisonà

Coordinamento attivo Servas in Toscana

 

 

 

 

Email inviata da Giovanni Crisonà ad alcuni iscritti Servas con la richiesta di dimissioni e altre proposte

Cari amici servas,

giorni scorsi ho scritto una mia personale riflessione sul senso della adesione a Servas e in qualità di coordinatore della Toscana l'ho pubblicata sul sito http://www.servas.it/php/detail.php?bacid=983.

Ho sentito la necessità di farlo per reagire a una sorta di silenzio che percepivo nei confronti della morte violenta di Pippa, l'artista servas, uccisa da un bruto mentre, a modo suo, portava un messaggio di pace nel mondo.

Il giorno dopo ho ricevuto la telefonata di Vito Fortezza, in qualità di Presidente Servas, il quale mi ha espressamente richiesto di cancellare questo mio scritto dal sito.

L'ho tolto dalla pagina principale e l'ho lasciato disponibile nella sezione pace attendendo due settimane, tanto pensavo fosse dovuto a Pippa ed alla sua famiglia, di rigoroso silenzio, prima di tornare sulla questione per dire cosa ne penso. Ho avuto piacere che molti, apprezzando alcune mie proposte abbiano sia rilanciato l'idea di inviare una cartolina alla famiglia, sia inviatomi messaggi di supporto. Li ringrazio tutti per questo.

Con tutto il rispetto per le persone scomparse, Pippa non va ricordata in quanto aderente a Servas contraddistinta da un forte impegno per la pace, ma con le parole di Ambrogio Radaelli, perché è stata "una vittima immolata per il voler diffondere un messaggio di Pace". La caratteristica del modo in cui è scomparsa la fa essere unica e la distanzia anni luce dalle morti naturali altrettanto commoventi, ma diverse. Questa donna ha subito una morte violenta mentre era in missione di pace con in mano la bandiera della nostra associazione Servas.

A distanza di due settimane trovo ancora assolutamente insoddisfacente  la mancanza di ufficialità con cui  il massimo organo di rappresentanza servas ha trattato la questione, delegando ad un gruppo di soci la rappresentanza e la testimonianza nei confronti della famiglia, della collettività e delle istituzioni e omettendo di formalizzare alcun atto significativo di iniziativa a ricaduta pubblica, alla assemblea di Rimini, che si è svolta proprio nella immediatezza delle notizie sulla morte di Pippa. Dopo che ogni giornale nel mondo ha dedicato paginate intere alla vicenda, mi sembra insufficiente, oltre che ridondante, fregiarsi di riservare un po' di spazio sul nostro giornalino, dato che la ritengo una cosa scontata.
Penso che una associazione che si prefigge obiettivi tanto alti come servas e che punta ad un mondo pacificato abbia il dovere, a volte, di farsi sentire con energia vitale e di condannare la violenza anche uscendo, in momenti come questo, dalle elite dei seminatori di pace e rivolgendosi all'esterno e al grande pubblico.

Questo mio senso di insoddisfazione è aumentato, in questi giorni, leggendo le questioni che riguardano l'assegnazione dell'incarico retribuito al figlio dell'ex presidente Burlando del quale è venuto in aiuto Vito Fortezza che ha scritto: "Marco Burlando, figlio di Mario Burlando, ha ricevuto l'incarico professionale (a dei costi contenutissimi) per realizzare alcuni lavori legati al progetto Dolphin; è un professionista nello sviluppo di siti e gestioni database in ambiente internet e il suo impegno, che Servas International gli ha conferito nella propria indipendenza decisionale, è a tempo parziale (8 gg/mese circa)".

Queste parole sono a mio parere gravissime, ma rimanendo ancora una volta di stucco ho constatato che sono passate quasi "inosservate" e addirittura c'è qualcuno che ha scritto che non vuole ricevere messaggi che parlano di questa roba...la commistione di interessi personali con incarichi sociali non ci dovrebbe riguardare anzi, forse è normale visto come va il mondo oggi.


il perché della gravità:

1) evidente conflitto d'interessi. Burlando, che segue la vicenda Dolphin per conto del Comitato Esecutivo e fa quindi parte del comitato internazionale Dolphin, è il padre del tecnico che riceve l'incarico retribuito dallo stesso comitato di cui lui fa parte. Inoltre, parte del denaro del progetto dolphin proviene anche dalle nostre casse.
2) Vito Fortezza si giustifica dicendo che un incarico di 8 giorni su 21 giorni lavorativi è un incarico a tempo parziale, come se questo escludesse il conflitto d'interesse.
3) questa cosa viene fuori da Gianni Catania dopo che lo stesso è stato estromesso da qualche incarico (anche qui uno dice una cosa e un'altro dice il contrario) e viene da pensare che se Gianni non fosse stato suo malgrado maltrattato, l'incarico al figlio di Burlando potrebbe essere rimasto in sordina, come se assegnare un incarico a un parente di primo grado di un membro votante fosse cosa regolare.

Maria Gloria Borsa ha chiesto se è davvero possibile che ancora nessuno si sia reso conto che con questo comitato esecutivo ci sono state le dimissioni di ben due componenti del CE stesso e ci sono fenomeni di nepotismo.


A mio parere ce n'è abbastanza affinché Vito Fortezza rimetta immediatamente e serenamente l'incarico e spero che il Comitato Esecutivo che ha il dovere di vigilare sull'operato suo e di coloro che vengono delegati a rappresentarci a livello internazionale (vedi il sig. Burlando) non ometta di fare chiarezza sulle vicende individuando  eventuali altre responsabilità sin qui non emerse.

Chiedo pertanto le dimissioni di Vito Fortezza dalla carica di Presidente e di Mario Burlando quale membro del comitato internazionale Dolphin, a causa del grave conflitto d'interesse candidamente ammesso nella email del nostro Presidente e esprimo inoltre formale richiesta al Collegio dei Probiviri affinché si proceda ad accertare quanto da me scritto sopra e mi si dia risposta scritta a norma dell'art. 17 dello statuto.

Aggiungo la necessità impellente che l'Assemblea dei soci possa dicutere sulla gravità di queste vicende, chiedendo di conoscere le eventuali iniziative che il Comitato esecutivo intendesse prendere nel merito e ricordo ai soci che l'Assemblea può anche essere convocata con la richiesta di almeno un decimo del loro numero.

Mi riserbo inoltre di informarmi presso il Comitato Internazionale per sapere se la prassi degli incarichi ai parenti e/o amici di membri del comitato dolphin è una brutta figura italiana o è l'andazzo generale e per sollecitare eventuali iniziative correttive.

Grazie per l'attenzione e attendo che chi condividesse qualcosa di quanto scritto si faccia avanti.

Brevi citazioni di commenti ricevuti da parte dei soci su Servas e la figura di Pippa Bacca

Mariagloria

Ho letto l'articolo di Giovanni solo ora. Trovo che esprima esattamente quello che si puo' provare di fronte a una violenza tanto efferata. Come pacifista e soprattutto come donna, questa violenza non mi consente ancora di esprimermi a riguardo. E' una violenza che va molto al di la' del dolore inflitto a una persona. Vuole invece colpirne molte di piu', vuole annullare le personalita' e le differenze. E' un monito.
Chiedo alla redazione se non sia possibile attivarsi per fare si' che il numero di giugno sia dedicato proprio a questo.

 

Mariassunta

Caro Giovanni,

resto di stucco.....

Non sapevo che Pippa fosse Servas,

ma sono stata ugualmente colpita dalla vicenda....credo si stata una grossa provocazione quella di Pippa.....e forse collocare maggiormente l'artista nel suo messaggio ideale avrebbe aiutato me ( ed altri?) a comprenderla meglio: sono daccordo con te che non valorizzare la sua appartenenza a Servas è stato un pò confinarla maggiormente nel privato e forse negare qualcosa a lei ed alla sua famiglia che ritengo possa aver bisogno anche di aiuti di questo tipo per congedarsi da questa

presenza così dirompente come immagino sia stata la vita di questa ragazza....

Ma forse Servas è più un modo di essere privato che soiciale? Si potrebbe aprire un grande confronto ma credo che ognuno stia dentro quest'associazione con i suoi panni. E' stato comunque ingeneroso privare la famiglia di una vicinanza ufficiale, cosa sarebbe costato? cosa metteva in crisi? perchè non si è fatto?

 

Flavia

Sulla tragica storia di Pippa: quando la notizia apparve sui giornali rimasi molto colpita, ovviamente. Non sapevo che Pippa fosse una Servas, né la conoscevo. Certo ho ammirato il suo coraggio, anche se non potevo e non posso condividere una così alta esposizione al rischio, praticamente una sfida. Ognuno è libero di fare le sue scelte, lei ha scelto di correre dei rischi, non posso pensare che non ne fosse consapevole, forse nella sua fiducia verso il genere umano ha pensato che un messaggero di pace sarebbe stato rispettato e anche un po' compreso, pur nelle differenze culturali. Rispetto le sue scelte, che ha pagato così tragicamente, e mi unisco al dolore della famiglia e di tutti quelli che la conoscevano.

La censura sul tuo scritto mi pare atto vergognoso e, anche in questo caso, non posso non esprimere la mia amarezza e il mio non capire il perché.

 

Valerio

La notizia della morte della "sposa" mi aveva già turbato molto per il messaggio simbolico che conteneva, ma sapere ora che Pippa era una Servas mi ha veramente choccato.

 

Non ho parole per descrivere lo stupore che ho provato nel leggere la cronaca dell'assemblea di Rimini. E penso che sia stato un grave errore non ricordarla ufficialmente in quell'occasione: ma si può rimediare; magari a caldo non si è avuta la netta percezione di quanto era accaduto.

 

Però ritengo che passate alcune settimane possiamo chiedere a Servas Italia di ricordare la tragica fine di una di noi: in fondo quello che le è successo per strada, lontano da casa, poteva accadere a ciascuno di noi per le vie delle nostre città! Che differenza fa? L'atteggiamento è (dovrebbe essere) lo stesso: incontrare il prossimo senza mai provare istintivamente diffidenza nei suoi confronti!

 

Gloria

Grazie di avermi mandato questo scritto,

non sapevo molte cose, e fancamente sono anche rattristata che possano succedere disavventure come a Pippa, in un contesto

che dovrebbe essere sereno e di pace.

 

Anna

In relazione a Pippa, che avevo conosciuto in passato, non in ambiente servas, confermo che la brutta storia mi ha davvero colpito e ancora mi da molto da pensare. Ho chiesto anche a mia madre, che dipinge, di inviare un disegno "verde" alla mamma di pippa e di scriverle, nonostante mia madre viva a 500 km e non la conoscesse affatto, ma è rimasta anche lei molto colpita dalla storia. Quindi mi piace l'idea di inviare una cartolina alla famiglia, e forse si potrebbe anche proporre di continuare a inviarla, per esempio quando i soci servas vanno in viaggio e incontrano altri soci (sconosciuti) servas nel mondo. giusto per dire, sta avvenendo, ci stiamo conoscendo...

Sono stata al suo funerale qualche sabato fa e spero che altri soci servas fossero presenti perchè si respirava molta partecipazione, affetto, condivisione. Molte persone la conoscenvano appena, molte la conoscenvano bene e molte non la conoscevano affatto.

Ciò su cui ho riflettuto molto era la possibilità di riprendere quel viaggio interrotto, o per lo meno, come infatti ha detto la mamma durante il funerale, non finisce qui, bisogna continuare il lavoro di pippa, siamo tutti chiamati in questo.

credo perciò che si potrebbe pensare qualcosa come servas che possa valorizzare la spinta e gli ideali di pippa. Lo sa, chi è interessato e ha voglia di fare qualcosa, la fa, e chi non è interessato, semplicemente non la fa.Tutto sta a proporre qualcosa, in modo semplice e collaborativo =)

Potrebbe essere coinvolgere i membri servas dei paesi toccati e creare una sorta di percorso-cammino fino a beirut, oppure qualcunque altra cosa. potrebbe essere sollevare e portare la riflessione a livello di servas internazionale, condividendo anche con gli altri paesi il peso di quanto successo, ma cercando anche delle soluzioni, delle reazioni, delle iniziative comuni.

quindi, come lei, ho biogno di non dimenticare e di reagire.

 

Annamaria

ho letto solo ora la tua e mail e il tuo bellissimo scritto per Pippa, la cui appartenenza al mondo del Servas è un onore per ogni socio Servas.

 

A Rimini non c'ero, ma credo che anch'io avrei sentito tristezza, meraviglia, sgomento di fronte a una reazione "da frigorifero" da parte dell'assemblea dei soci in seguito alla notizia dell'atroce sorte di una di noi,in giro per il mondo

a diffondere la sua fiducia nella forza della pace.

 

Vorrei però aiutarti a rappacificarti dentro con la reazione fredda di quasi tutti i soci Servas nei confronti di Pippa e della sua famiglia. Credo che siano stati la riservatezza, lo sbigottimento e l'impotenza a paralizzarli, a bloccare ogni reazione.

 

Silvana

…sono socia Servas di Roma da circa 18 anni. Ho letto la tua lettera perché mi è stata mandata da una figlia che vive a Siena.

Purtroppo anche nel lontano passato ci sono stati episodi incresciosi (come la cacciata di Miki Di Corpo) che mi hanno allontanato non dagli ideali servas, ma dalla dirigenza che si è comportata in modo tanto scorretto solo per difendere il proprio 'potere'.

Vorrei unirmi nel richiedere spiegazioni da parte dell'attuale dirigenza e nel condannare il silenzio sulla morte di Pippa.

 

Gino

…sulla vicenda di Pippa, che mi ha molto colpito, desidero condividere con te un pensiero di oggi . Quando si è scoperto che era stata uccisa, è comparso su un quotidiano un commento (forse la Stampa? Non so bene, perchè non ho trovato l'articolo sul web) che diceva pressapoco: "Pippa era molto fiduciosa degli altri, era convinta che con questo atteggiamento non le sarebbe capitato mai nulla di male...invece è stata violentata e poi assassinata".

In certi periodi anch'io, come Pippa, (ammesso che abbia veramente detto una cosa del genere) ho sovrastimato l'atteggiamento positivo, ritenendolo quasi magico, capace di cambiare la realtà attorno se si riesce a metterlo in pratica. Come nel film "Chocolat", se l'hai visto. Questo fatto drammatico mi fa pensare che dar fiducia non è un modo per ricevere fiducia, non è un passepartout per la vita. Può capitare, ma non è detto. Dar fiducia valorizza chi lo fa, semplicemente.

 

 

 

Brevi citazioni di commenti ricevuti da parte dei soci su questione morale, trasparenza e partecipazione in Servas

Rosaria

sE I CONFLITTI DI INTERESSE FOSSERO PER QUESTE CAZZATE IL MONDO SAREBBE IL GIARDINO DELL'eDEN. nOI I NiTALIA VIVIAMO BERN ALTRE REALTA QUNDI NON POSSO DARTI RAGIONE, AVRAI FORSE VOTATO PER LA DESTRA'

 

Orazio

… la vicenda-Burlando, se è vera come viene descritta da Giovanni, mi sembra, nella peggiore delle ipotesi, un peccato veniale

Grazia

…"il conflitto d'interesse" secondo me non andava diramata a tutti, ma, discussa nella sede appropriata (a cosa servono tutte le cariche associative?) e poi, se permetti non è un messaggio di fratellanza ma una dichiarazione di "guerra" che contrasta con la filosofia dell'Associazione nella quale credo molto.

Andrea

Esagerato! Caro Giovanni, sei un ragazzo in gamba ed hai un unico difetto: sei un pò troppo Toscano e quindi ...."fumantino"! e pensi sempre che tutti la debbano pensare come te; purtroppo però il mondo é bello perché é vario.

Beatrice

ora tutto torna. sono fra i pochi (nessuno qua in campania a quanto sembra) che hanno potuto leggere il tuo intervento sul notiziario. il giorno dopo era scomparso, e non l'ho ritrovato nemmeno facendo una ricerca nell'archivio degli articoli più vecchi. di guardare nella sezione pace non mi è venuto in mente. l'articolo era sgradevole nel tono massolutamente vero nel contenuto. questa si chiama censura. io per qualche giorno ho pensato addirittura, non di dimettermi da coordinatore, ma di lasciare l'associazione del tutto. ora vedremo cosa fare. della "cacciata" di gianni catania sapevo da sempre, e la ritenevo veramente dovuta all'impossibilità di lavorare insieme. quella dell'incarico al figlio ecc. è cosa nuova per me. la voce di mariagloria, non dimissionaria per lontananza geografica, a quanto sembra, ha aggiunto un altro dubbio. 
arrivederci
bea

 

Edoardo

Mi sembra davvero grave

 

Mariassunta

Sul conflitto d'interesse a quanto pare l' Italia ha questo vizietto ma non mi meraviglierei del silenzio….

Hai la mia stima, se puoi fammi sapere...

 

Mirko

Per il conflitto di interessi penso che la battaglia quì sia più corretta, bisogna capire di cosa stiamo parlando e magari avere un contradditorio, ma il principio per me è sacro; non ultimo il fatto che la moglie di Cesare non solo deve essere virtuosa ma deve dimostrare di esserlo.

 

.......... ma ancora una volta bisogna fare i conti con gli altri ....vedi tu se sono già tutti anestetizzati o se qualcuno reagisce ancora... sai di questi tempi l'omologazione impera ... 53 a 46.

 

 

Flavia

…. voglio esprimere, la mia amarezza nell'essere messa al corrente di queste vicende che tu segnali. Mi chiedo: perché, perché in quasi tutte le associazioni si verificano fatti così spiacevoli? Ho già assistito a cose simili in altri ambiti e ne sono scappata via velocemente. Perché, se è vero, interessi privati si antepongono all'impegno assunto volontariamente con la finalità di essere messaggeri di pace e di scambio? Perché le associazioni, a un certo punto della loro vita, diventano "imprese" da cui ricavare qualche profitto? Perché l'imperante mentalità "imprenditoriale" si sostituisce alla volontà di non mercificare tutto attorno a sé e fare del dono un principio di vita?

In precedenza non ho mai espresso opinioni in merito, però ero assai perplessa sulle proposte di attività a pagamento offerte da Vito Fortezza (che non conosco personalmente) nell'ambito di un'associazione come Servas; mi hanno lasciata perplessa anche altre iniziative prese da Vito, ma non commento oltre per non creare papocchi.

 

….Ti prego di mandarmi ancora le notizie su queste vicende, anche perché vorrei avere gli strumenti per scegliere se confermare la mia adesione a Servas oppure no, non per vigliaccheria, ma perché se cadono i principi fondanti, non ha più senso.

 

Filippo

Io non dispongo di elementi concreti per emettere giudizi, ma a naso mi sembra che l’attuale comitato esecutivo abbia una gestione verticistica e che al suo interno ci siano profonde divisioni.

 

Nicolas

Sono d'accordo al 100 per cento

Che vergogna !

Mi puoi chiamare se hai bisogno di sostegno

 

Carlo

Probabilmente l'Associazione sta "crescendo male" ovvero all'italiana. Si spera sempre che in certi ambiti ci sia un maggior rispetto degli altri e se tutto ciò che scrivi è vero certo sarebbe opportuno una stroncatura del fenomeno all'insorgere. Insisti!

 

Daniele

Non so quanto possa servire, nel senso che io non sono membro servas da molto tempo (ovvero, da quando mi son reso conto che la farraginosità del sistema non valeva la candela, e mi sono rivolto ad altre associazioni di ospitalità); ma condivido in pieno tutti i suoi punti, da quello su Pippa a quelli sui conflitti di interesse.

 

buona fortuna per la battaglia,

 

Valerio

Certo, le altre notizie che riporti non fanno che aumentare lo stupore per il comportamento inqualificabile, se fosse tutto vero, del gruppo dirigente di Servas Italia. Voglio sperare che si sia trattato di un enorme fraintendimento e che i veleni/sospetti che emergono dal tuo resoconto siano solo il frutto di un errore di comunicazione, di cui, in ogni caso, tutti i diretti interessati dovranno rendere conto.

 

Novella

mi spiace di sentire di queste situazioni, non seguo molto la vita dell'Associazione ma naturalmente stando così le cose accolgo il tuo punto di vista.

…In bocca al lupo per le questioni nazionali ed etiche che hai posto, credo che tu abbia ragione, anche se ho seguito poco...

 

Maria

io ti ringrazio davvero tanto per la tua azione così giusta, così appropriata, così generosa. Hai ragione piena. Hai ragione nel rompere questo assurdo silenzio, questo comodo lasciare che sia che corrompe, che svuota di senso parole come pace, solidarietà. Ma soprattutto il tuo appello mi trova in quello sforzo che ora più che mai dobbiamo compiere nel non cedere in nessun modo e per nessun compromesso a quella approssimazione tutta italica del senso di giustizia e di responsabilità. E allora ti ringrazio per avermi svegliata alla mia di resposabilità in quanto socia servas e sottoscrivo il tuo appello condividendone l'indignazione.

 

Bruno

Pur non sapendo cosa sia il comitato Dolphin e non conoscendo nei dettagli le vicende menzionate da G. Crisona, mi sento istintivamente accanto a lui e condivido quanto scrive.

Non riesco oltre tutto a capire perché abbia dovuto togliere dal sito quanto scritto su Pippa, indipendentemente che lo si condivida o no.

 

Giuliana

… Vito parla, o meglio si riempie la bocca di nonviolenza, e ha comportamenti particolarmente

violenti, se così si intendono i comportamenti di chi impone agli altri quello che lui vuole, senza discussione.

 

Maria

…mi piacerebbe a questo punto fare una riunione per cercare di capire di cosa si occupa questa associazione.

 

Claudio

Concordo pienamente con quanto hai scritto nella lettera pubblicata sul sito e mi lascia stupefatto che ti abbiano chiesto di toglierla!

Concordo anche sullla questione del conflitto d’interessi Burlando.

Fammi sapere se ti serve il mio appoggio o se vuoi che scriva anche ad altri.

 

Marinella

Sono , da anni,socia Servas e da anni volontaria in Croce Rossa Italiana (educazione sanitaria). Ho visto il gruppo crescere e logorarsi: mille interessi personali spingono molti volontari a muoversi in ambiti dove , forse realizzano ciò che al di fuori non riescono ad ottenere. Sono abbastanza perplessa su quanto hai scritto ma non molto meravigliata: Che cosa si può fare? Avere il coraggio di portare avanti le proprie convinzioni senza scandalizzarsi troppo delle cose.

 

Silvana

…sono socia Servas di Roma da circa 18 anni. Ho letto la tua lettera perché mi è stata mandata da una figlia che vive a Siena.

Purtroppo anche nel lontano passato ci sono stati episodi incresciosi (come la cacciata di Miki Di Corpo) che mi hanno allontanato non dagli ideali servas, ma dalla dirigenza che si è comportata in modo tanto scorretto solo per difendere il proprio 'potere'.

Vorrei unirmi nel richiedere spiegazioni da parte dell'attuale dirigenza e nel condannare il silenzio sulla morte di Pippa.

 

Margherita

grazie della lettera che mi ha avvisato della situazione

….intendo preparare una mail per il comitato esecutivo in cui chiedere maggior trasparenza ed in particolare di mettere sul sito i verbali delle riunioni….

 

Marco

…nessun servizio reso dai soci all'associazione può essere retribuito. Servas deve limitarsi, eventualmente, al rimborso spese

 

…ti ringrazio molto per aver divulgato queste notizie, che altrimenti nessuno avrebbe fatto circolare. Devo ricredermi su persone che ritenevo assolutamente oneste e affidabili. Più si scava, più ne vengono fuori...

 

Claudia

sono perfettamente in linea con te, anche se - devo dirlo sinceramente - la mia partecipazione alle vicende in seno all'associazione è piuttosto scarsa e discontinua in questo periodo. Non riesco a star dietro a tutto.

A questo punto però voglio discutere meglio la cosa e, soprattutto, far sentire la mia voce.

Hai ricevuto risposte?

Si è attivato qualcuno generando conseguenze concrete?

…Sono assolutamente dell'idea che - in quanto socia - ho il diritto/dovere di dire la mia e subito.

 

Giuliana commenta l’atto del CE

… praticamente nulla di quanto è stato inviato nelle ultime settimane esulava dall'essere strettamente pertinente con la vita dell'Associazione, ivi comprese le considerazioni e le opinioni personali che sono state espresse.

 


Notizia inserita il: 17-05-08 Creata da: Giovanni CRISONà [353]


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